5 Governi tecnici, la Lega chiede il voto

Conte dovrà presto fare i conti non solo e non tanto nelle aule di Camera e, soprattutto, Senato, ma anche con la composizione delle commissioni parlamentari, le cui presidenze sono fondamentali per l'attuazione del programma di governo e lo svolgimento regolare dei lavori

di Fabrizio Santori*
Purtroppo sta per nascere il governo “giallo-rosso”, il cosiddetto Conte2 e non vi nego la sensazione di disgusto per l’ennesima giravolta della politica italiana che darà vita a un Governo cucito su misura dall’Europa, fondato sul legame più becero che una classe dirigente può avere, quello alla poltrona. Un imbarazzo che caratterizza anche molti della base sia del Movimento 5 stelle, ma Vi assicuro dello stesso PD, dal momento che per anni e anni le due forze politiche si sono sparati fango senza indugi. Con l’inciucio Pd-5 Stelle l’ultimo brandello di credibilità della politica italiana se ne è andato per sempre. Prima bastava una stretta di mano che valeva più di una firma. I nostri nonni per un ideale erano pronti a tutto, perché consapevoli che l’esempio fosse la prima virtù. Altre storie, altra Italia. Non mi voglio però troppo soffermare sul loro “poltronismo” però una cosa va detta, si sta per chiudere questa pantomima dalle grandi motivazioni politiche istituzionali: le poltrone e la paura di andare al voto! E allora la domanda che sorge spontanea: la Costituzione Italiana tutela la volontà popolare? Il presidente della Repubblica, garante di tutto questo, dovrebbe fare la cosa più semplice del mondo in una democrazia: elezioni subito!
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Ad inizio legislatura avevamo di fatto una situazione di ingovernabilità: da una parte il centrodestra con una maggioranza relativa dei parlamentari, dunque insufficiente, dall’altra il 5 Stelle, partito più votato dagli italiani. Impensabile per chiunque in buona fede sarebbe stato immaginare che il Capo dello Stato avrebbe rimandato il popolo alle urne dopo neanche qualche settimana. Cottarelli e qualche altro tecnico erano infatti già pronti e scaldavano i motori per fare un Monti-bis e trovare qualche maggioranza che li avrebbe sostenuti (e prima o poi, come avvenuto in questo caso con PD e 5 Stelle, l’avrebbero trovata). A quel punto Di Maio e Salvini si convincono che per evitare il disastro dei governi tecnici, unica via era quella di dar vita a un nuovo Governo, quello gialloverde. Anche perché riandare al voto in quel momento non avrebbe affatto garantito che dall’esito si sarebbe usciti con una maggioranza solida.

E’ stata una mossa coraggiosa quella di Salvini e determinante, sia per le buone cose che quel Governo ha fatto, sia perché ha messo nelle condizioni la Lega e Salvini di dimostrare il proprio valore, difendere provvedimenti apprezzati dalla popolazione e confermare alle Europee una crescita di oltre 20 punti percentuali. Oggi, chi parla di centrodestra unito e che può vincere, non deve dimenticare che può farlo solo grazie alla Lega, alle mosse coraggiose di Salvini, alla capacità di aver anche smascherato molti dei limiti del 5 Stelle (è innegabile che buona parte dei voti acquisiti da Salvini provengano da ex elettori del 5 Stelle).

Poi Salvini ha staccato la spina, convinto di andare al voto perché, ora, innegabile è il sentimento che c’è nell’elettorato e che solo un politicamente miope potrebbe non vedere e cioè che la coalizione di centrodestra è maggioritaria, e non solo nei sondaggi, ma in tutte le tornate che si sono ripetute negli ultimi mesi. Di certo, Salvini non credeva alla giravolta di Renzi e di Di Maio (il quale, come sappiamo, definiva il Pd il partito di Bibbiano neanche 10 giorni fa). Dall’altra parte il presidente Conte, già asservito alla Merkel, non avrebbe mai trattato con l’UE la manovra di bilancio che la Lega aveva in mente di fare: questo era l’anno della Flat Tax, dopo quota 100, lo stralcio delle cartelle, i decreti sicurezza. Era la manovra in cui tutti i cittadini italiani aspettavano l’abbassamento delle tasse. La Lega avrebbe voluto ottenere la possibilità, che hanno la Francia ed altri paesi, di sforare il deficit oltre il 3% per far fronte a una grave crisi di rilievo internazionale. Ma questo non sarebbe stato permesso dall’UE, a maggior ragione a un governo con all’interno sovranisti. La Lega a fine anno si sarebbe trovata in grossa difficoltà nello spiegare ai cittadini che quel provvedimento, la Flat Tax, non ci sarebbe stata, e che quindi indirettamente avrebbe vinto la linea Conte/5 stelle nella composizione della manovra. Per questo con Conte e il 5 Stelle non valeva la pena proseguire, galleggiare, tirare a campare…

Come giustamente dice il nostro Capitano Matteo Salvini le nostre idee e la nostra libertà valgono più di mille poltrone!

E allora meglio stare all’opposizione, certo con di fronte un “mostro” che probabilmente vorrà rimettere genitore 1 e 2, riaprirà gli Sprar e i nostri porti, che farà sentire meno sicure le forze dell’ordine, che metterà in discussione la quota 100, che continuerà ad alimentare il sentiero recessivo seguendo ancora una volta la linea di Bruxelles.

La nostra opposizione si farà sentire forte e chiara fin da subito. Il cambio di governo e di maggioranza con il  Ma c’è una risposta anche più tecnica, incastonata nei regolamenti di Senato e Camera, che rispettivamente agli articoli 21 e 20 specificano che il rinnovo delle commissioni avviene ogni due anni. Tutto questo comporta che nessuno potrà costringere i sei presidenti leghisti di commissione a palazzo Madama e i cinque di Montecitorio a fare le valigie. Nel dettaglio: alla Camera, i leghisti hanno la presidenza della cruciale commissione Bilancio (Borghi) e poi Ambiente (Benvenuto), Trasporti (Morelli), Attività produttive (Saltamartini), Lavoro (Giaccone). Al Senato, la sesta commissione Finanze e tesoro fa capo a Alberto Bagnai, e la Lega ha anche le presidenze delle commissioni: Affari costituzionali (Borghesi), Giustizia (Ostellari), Difesa (Tesei), Istruzione (Pittoni), Agricoltura (Vallardi).

Ci aspetta un autunno caldo, intanto iniziamo a scaldarci noi. Il governo M5s-Pd “non è maggioranza nel Paese”, e “ci stiamo già organizzando, partendo dai territori” per l’opposizione. Di seguito una serie di appuntamenti a cui non potete mancare e che abbiamo organizzato per far sentire forte il nostro sdegno e per  restituire il diritto di voto ai cittadini italiani.