Alan Kurdi, migranti sbarcati a Malta ma saranno redistribuiti in Europa

I 64 migranti a bordo della Alan Kurdi, legata alla ong tedesca Sea Watch, sono sbarcati a Malta, ma saranno redistribuiti in quattro paesi europei. Salvini: "Ottime notizie, nessuno in Italia".

Finisce l’odissea per i 64 migranti della nave Alan Kurdi, legata alla ong tedesca Sea Watch. Da 11 giorni, dopo essere salpata dalla Libia, la nave è rimasta ferma al largo di Malta in attesa di avere concesso un porto sicuro in cui sbarcare, con a bordo 50 uomini, 12 donne, tra le quali una incinta, e 2 bambini. Ma ora i migranti potranno toccare la terraferma, e ad annunciarlo è il governo maltese. La nave non ha potuto accedere al porto della Valletta, poiché non ha ricevuto l’autorizzazione di approdo, ma i profughi sono sbarcati sull’isola. Saranno poi ridistribuiti tra Germania, Francia, Portogallo e Lussemburgo. “Ottime notizie” per il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Come promesso – aggiunge –, nessun immigrato a bordo della nave Alan Kurdi arriverà in Italia. Verranno trasferiti in altre nazioni europee, a partire dalla Germania che è il paese di quella ong”.

“Ancora una volta il più piccolo Stato membro dell’Unione europea è stato messo sotto una pressione non necessaria – spiega il premier maltese Joseph Muscat –, chiedendogli di risolvere un caso di cui non aveva né responsabilità né competenza. È stata trovata una soluzione affinché la situazione non peggiorasse ulteriormente, ma mettendo anche in chiaro che Malta non può continuare a sostenere questo fardello”. Lo sbarco, infatti, è potuto avvenire grazie al raggiungimento di un compromesso tra i paesi europei, che per Malta rappresentava la condizione necessaria.

La Commissione europea aveva già da venerdì scorso avviato contatti con gli stati membri dell’Unione, e si era detta pronta a sostenere dal punto di vista diplomatico soluzioni rapide. L’accordo adesso è stato raggiunto ma, come ammette anche la Commissione, è necessario individuare “soluzioni a lungo termine, urgenti e prevedibili” per evitare, nel futuro, altre situazioni del genere che ad oggi appaiono dei ripetitivi deja-vu.

Francesco Amato