Alessandro Cattaneo (Forza Italia) su Decreto Sicurezza: “I sindaci hanno l’obbligo di rispettare le istituzioni”

In seguito alla protesta da parte di alcuni sindaci di sinistra, che non intendono applicare il Decreto sicurezza di Salvini (ormai diventato legge), i deputati di Forza Italia esprimono il loro disappunto, dichiarando che le istituzioni vanno rispettate a prescindere dal proprio credo politico, e rivolgono un appello ad ANCI (Associazione nazionale comuni Italiani). Alessandro Cattaneo, deputato azzurro già sindaco di Pavia, spiega il suo punto di vista: "Da sindaco ho sempre rispettato e applicato anche le leggi che non condividevo".

 

La posizione presa da alcuni sindaci di sinistra, di non voler applicare il decreto sicurezza, è ritenuta profondamente sbagliata dai parlamentari di Forza Italia, che vedono in questa presa di posizione una mancanza di rispetto verso le istituzioni, prima ancora di contestarne le ragioni politiche. Il concetto viene espresso a chiare lettere in una nota congiunta dagli azzurri: Alessandro Cattaneo, Giorgio Silli, Matteo Perego e Annagrazia Calabria, che chiedono all’associazione dei comuni Italiani (ANCI) di prendere una posizione ferma. “Vi spiego la mia sul decreto sicurezza, perché da sindaco ho applicato leggi di sinistra che non condividevo, e ci mancherebbe altro – scrive sulla sua pagina Facebook il deputato Alessandro Cattaneo, già sindaco di Pavia – Insieme ad oltre 30 sindaci d’Italia è stata scritta una lettera al presidente di Anci per ribadire l’obbligo dei sindaci, pena una grave delegittimazione delle Istituzioni che rappresentano, al rispetto delle leggi.  La mia posizione è quindi a favore dell’applicazione del decreto sicurezza per due questioni, una di metodo e una di merito. Nel metodo, la verità è che rifiutarsi di applicare la legge è una delegittimazione verso il Capo dello Stato, non ritenuto evidentemente  all’altezza di giudicare i profili di incostituzionalità di un decreto. Nel merito, continuare a spingere, come fa la sinistra, per un’immigrazione incontrollata e a carico dei comuni e degli enti locali significa non avere a cuore il bene dell’Italia, ma soprattutto, non avere contezza dei danni fatti negli ultimi anni per colpa delle loro politiche scellerate su accoglienza e permessi umanitari. Più sicurezza, meno costi per i Comuni, più Italia“. Intanto è scontro tra i due vicepremier Salvini e Di Maio sul tema accoglienza, dove, se per il leghista la strada da prendere è quella della chiusura dei porti senza retrocedere di un millimetro per il bene dell’Italia, il ministro pentastellato invece mostra di essere molto più orientato verso la politica immigratoria che risponde agli ideali di sinistra.

Lara Morano