Alessia Morani (PD): “Se Di Maio avesse un po’ di dignità si sarebbe già dimesso”

Durante lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, la Deputata del Partito Democratico Alessia Morani ha apostrofato il Ministro Luigi Di Maio chiedendogli di fare chiarezza rispetto agli abusi edilizi e alle vicende giudiziarie per lavoro in nero in cui è coinvolta la famiglia del vice premier.

La Deputata del Partito Democratico Alessia Morani richiama il vice Premier Luigi Di Maio sul piano dell’etica, in seguito alle vicende giudiziarie di lavoro in nero e abuso edilizio che lo hanno visto coinvolto insieme alla sua famiglia. Il tema è stato sollevato in aula, durante interrogazioni a risposta immediata, dall’Onorevole Luciano Nobili (PD), che si è rivolto direttamente al ministro del lavoro (che non era presente alla seduta) con una richiesta ben precisa: “Vogliamo sapere perché ha assunto la direzione dell’impresa Ardima, vogliamo sapere se questo è avvenuto per sottrarla al Fisco rispetto a una vicenda di evasione fiscale, e vogliamo sapere perché da titolare ha condotto un’azione legale contro i lavoratori assunti in nero e senza tutele invece di chiedere loro scusa“. Riccardo Fraccaro, Ministro per i rapporti con il Parlamento, ha risposto per conto del vice Premier, in una lunga spiegazione tecnica sulla situazione della società gestita da Di Maio insieme alla sorella, per concludere dicendo che “La vicenda interessa solo indirettamente il ministro e non può essere strumentalizzata solo per polemiche politiche sterili“, e che il Ministro è disposto a fornire tutta la documentazione, rendendo pubblica la lettera di assunzione e le buste paga del periodo in cui da ragazzo lavorava come manovale nella ditta di famiglia. La risposta non ha soddisfatto gli interroganti, ed è immediatamente intervenuta l’Onorevole Morani: “Di Maio non ha nemmeno il coraggio di venire a prendersi le sue responsabilità davanti al Parlamento. Il padre di Di Maio non c’entra niente, c’entra il Ministro che non ha chiarito alcune circostanze importanti: nel 2012, Luigi di Maio fonda con la sorella la Ardima Srl, che inizia a funzionare nel 2014, quando lui era già vice presidente della Camera. Nel 2013 però la madre di di Maio dona al figlio la sua azienda, che subentra in tutti i rapporti attivi e passivi, comprese le cause di lavoro, cause per lavoro nero con accantonamenti societari appositi. Per questo Luigi di Maio, proprietario al 50% della srl non poteva non sapere. Risultano inoltre 176.000 euro di debiti del Padre di Di Maio con Equitalia, e il Ministro non ha chiarito se si è fatto da prestanome per eludere il fisco, e il padre di di Maio beneficerà del saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia che il vostro governo ha messo in campo. Avete chiesto nel 2013 le dimissioni di un ministro perché il di lei marito aveva commesso un piccolo abuso edilizio. Qui siamo di fronte ad abusi edilizi enormi: 150 metri di casa a due piani, oltre ai terreni di Mariglianella, quelli che Di Maio si era dimenticato, dove passava delle belle estati insieme agli amici. Lavoro nero, con cause giudiziarie, ed elusione fiscale. Se Di Maio avesse un minimo di dignità si sarebbe già dimesso, e a proposito di dignità, c’è un comunicato stampa appena uscito di Federmeccanica che dice che per colpa del vostro decreto dignità, il 30% dei contratti non verrà rinnovato. Vergogna”.

Lara Morano