Almaviva, sindacati: “Situazione intollerabile, le istituzioni prendano posizione”

I sindacati lamentano il perpetuarsi di una situazione intollerabile, preannunciando che l'azienda ha deciso di riaprire le procedure di licenziamento collettivo

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“Ormai la situazione in Almaviva è diventata intollerabile: la direzione aziendale sta trasformando le sedi di Roma e Napoli in caserme, dove vige uno stato di tensione continuo. Si passa da una provocazione a un’altra, in totale spregio delle persone che lavorano per questa azienda da anni con dedizione e onestà, ricevendo in cambio, ormai da diverso tempo, nient’altro che di essere usati sempre più come ostaggi”. Questo è quanto dichiarato in una nota dai sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.

“Mentre la dirigenza si appresta a fare il pieno di commesse in Romania, pretende anche di decurtare i salari dei propri dipendenti in Italia. E, come se non bastasse, si vuol fare passare tutto questo come un’apertura” – prosegue la nota -. A tutto ciò si aggiunge il clima creato dall’azienda nelle sedi in chiusura, semplicemente indegno. Il fare riferimento ad appuntamenti disertati convocati di sabato (con l’evidente strumentalità di far chiudere la fase sindacale della procedura il 19 novembre, a soli tre giorni dell’incontro al Mise del 16). La dirigenza di Almaviva  deve aver ben chiaro che i lavoratori non arriveranno a pagare di tasca loro per un posto di lavoro. Se vogliono fare un accordo che faciliti il più possibile le uscite volontarie e gestisca in modo equo gli esuberi, sanno dove trovare il sindacato (anche di sabato, se lo ritengono).”

“Alla fine, per tutta una serie di circostanze inaccettabili  – prosegue la nota  – e per la mancanza di azioni necessarie da attuare, l’azienda Almaviva Contact spa ha deciso di riaprire le procedure di licenziamento collettivo. Ci aspettiamo francamente che tutte le istituzioni del Paese, da quelle locali ai massimi livelli di responsabilità politica nazionali, prendano una posizione chiara contro questo atteggiamento arrogante e irresponsabile ed agiscano di conseguenza” – concludono i sindacati.

 

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