Ancona. Troppi gli interrogativi sulla tragedia. Si può morire per uno scherzo?

Tragedia ad Ancona. Sei morti e centinaia di feriti durante un concerto di Sfera Ebbasta. Le cause: lo spruzzo di uno spray al peperoncino e presenze molto superiori al consentito. Solidarietà espressa dai massimi vertici dello Stato. Salvini: "Non servono nuove leggi, ma far rispettare quelle che già ci sono".

Un divertimento. Uno scherzo, peraltro di cattivo gusto. Una schizzata di spray al peperoncino dentro una discoteca, e il gioco è fatto. L’aria irrespirabile, panico generale, fuggi fuggi di massa. Per di più in una sala al cui interno si trovavano 500 persone in più di quelle che normalmente potrebbe contenere.

Così una serata che doveva essere bella e spensierata si trasforma in tragedia. Sei sono i morti, tra cui una mamma che lascia quattro figli. E centinaia i feriti della strage di questa notte in una discoteca di Corinaldo, in provincia di Ancona. Centinaia di ragazzi erano lì per assistere al concerto di Sfera Ebbasta, trapper in voga tra il pubblico giovanile. E invece la serata è diventata una tragedia. Per colpa di qualcuno, o anche solo uno, di queste centinaia che ha appestato l’aria con una sostanza urticante. Che a quanto pare, sembra essere per giunta minorenne. E per colpa degli stessi gestori della discoteca, che hanno venduto più biglietti del consentito, rendendo quindi notevolmente più difficoltosa l’evacuazione. 1400 biglietti su circa 900 consentiti. Questi i due fronti delle indagini.

“Ora è il momento dei soccorsi e del cordoglio, ma è chiaro che sono numerose le domande in ordine alla responsabilità di questa tragedia, al rispetto delle norme di sicurezza, che dovranno trovare una risposta chiara, celere e univoca. Lo pretendiamo”, ha scritto su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che stamattina ha partecipato a un vertice presso la Prefettura di Ancona. I gestori, secondo il premier “devono pensare che dentro ci possono essere i loro figli: devono essere rigorosi nel rispetto delle norme di sicurezza e devono adottare tutte le cautele necessarie a prevenire rischi all’incolumità di tutti”. “Noi saremo inflessibili – ha detto al termine del vertice in prefettura – nel vigilare affinché queste tragedie non si ripetano più”. “È una tragedia che lascia impietriti – ha detto invece il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella –. I cittadini hanno diritto alla sicurezza ovunque, nei luoghi di lavoro come in quelli di svago, che deve essere assicurata con particolare impegno nei luoghi di incontro affollati, attraverso rigorose verifiche e controlli. Non si può morire così”. E a questo proposito il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, dal palco di piazza del Popolo ha assicurato che “non c’è bisogno di creare nuove leggi, ma di far rispettare quelle che già ci sono, per risparmiare vite”. E ancora il ministro, che nel pomeriggio si è recato nel luogo della tragedia, ha preso l’impegno affinché “in questo Paese chi lavora bene e fa il suo dovere verrà premiato, ma chi sbaglia paga, e paga fino in fondo. Chiederemo conto a tutti. Se c’è un evento che raduna migliaia di persone evidentemente devi avvisare le pubbliche autorità. Valuteremo se tutti hanno fatto quello che dovevano. Temo di no”, anche perché “è incredibile nel 2018 morire per un mix di incoscienza, di stupidità e avidità”. Il vicepremier, rivendicando la proposta di legge presentata giovedì scorso dalla Lega, ha aggiunto che ai ragazzi nelle scuole “portiamo regole, rispetto ed educazione civica”. Rammarico e dolore sono giunti anche da Sfera Ebbasta, che si è detto addolorato per la tragedia. “Vorrei solo che tutti quanti – scrive su Instagram – vi fermaste a pensare a quanto può essere pericoloso e stupido usare lo spray al peperoncino in una discoteca”. Sì, stupido oltre che pericoloso, perché va a finire che non si rovina la festa solo agli altri, ma anche a se stessi.

Non è la prima volta che succede. Immediatamente il nostro pensiero va a piazza San Carlo a Torino. Ma sono anche molti altri i casi: un mese fa a Milano, a settembre a Mondovì, il 31 agosto 2017 a Monte Alto e qualche mese prima, a gennaio, a Venaria. Sempre in occasione di concerti: Sfera Ebbasta, Achille Lauro, Ghali, Guè Pequeno e Marracash. La dinamica è la solita: durante il concerto, qualcuno spruzza dello spray al peperoncino e via: panico generale. È un metodo, quindi, ormai assodato. E ci chiediamo come sia possibile che un ragazzo possa ancora riuscire a portare all’interno della discoteca lo spray urticante. E perché un minorenne, uno dei tanti ragazzi che erano lì per divertirsi con il loro cantante preferito, senta il bisogno di spruzzare lo spray urticante. E come sia possibile che una discoteca possa vendere più biglietti del consentito. Anche una sola persona in più può mandare in tilt il sistema. Si può morire per uno scherzo? Si può perdere la vita per una bravata? E parimenti si può dar vita a una tragedia solo per i guadagni dati dalla vendita di qualche biglietto in più? Se ognuno di noi pensasse prima alle conseguenze che potrebbero sortire le proprie azioni, forse, vivremmo tutti in un mondo migliore. (L’UNICO)

Francesco Amato