Annamaria Bernini (FI): “Democrazia diretta, uno strumento di distrazione di massa”.

Oggi in Aula alla Camera si svolge la discussione sulle linee generali della proposta di legge costituzionale per modifiche all'articolo 71, con lo scopo di potenziare lo strumento referendario, dove un referendum potrà anche fare proposte di legge. La maggioranza sostiene di voler dare potere al popolo, l'opposizione spiega che il potere del popolo risiede già nel voto nel momento in cui elegge i parlamentari, e che una misura del genere è pericolosa e svilisce la costituzione.

Democrazia diretta, riforma Costituzionale dell’articolo 71, di che si tratta? Sostanzialmente  consentire a un Referendum di proporre leggi e non soltanto di opporsi a questa o quella proposta legislativa, il cosiddetto “Referendum Propositivo”. Oggi interpellanze e interrogazioni, domani question time in Aula alla Camera, con 27 iscritti e numerosi emendamenti.  Un cambiamento che potrebbe impattare in maniera notevole sulla vita degli italiani che spesso però, di leggi e di applicabilità delle stesse, non hanno una visione oggettiva e razionale.  “La valorizzazione degli strumenti di democrazia diretta non significa la deriva plebiscitaria e populista come sembra connotare questo provvedimento – spiega il Capogruppo di Forza Italia Maria Stella Gelmini Il rischio è che una minoranza possa decidere per tutti”.

Forza Italia ha convocato una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per porre l’accento sull’infattibilità di una misura del genere, dove la volontà popolare verrebbe al contrario svilita, perché depauperare il Parlamento regolarmente eletto significa non dare valore al voto degli elettori. “Il senso di questo disegno di legge, pericolosissimo, è una potentissima arma di distrazione di massa, che è una caratteristica di questo Governo, basta pensare che quando in Senato si stava celebrando un’ordalia sulla legge di Bilancio, loro hanno tirato in ballo il taglio dei vitalizi, che porterà alle casse dello Stato tra i 15 e i 20 milioni con i quali vorrebbero finanziare il Reddito di Cittadinanza – dichiara la Capogruppo azzurra in Senato Annamaria BerniniIo considero la Costituzione una cosa troppo seria, considero la Democrazia rappresentativa un cardine a cui tutti noi dobbiamo fare riferimento per vivere in una libera Repubblica Democratica. Il Parlamento conta nella misura in cui rappresenta chi lo ha eletto, la democrazia diretta è un sogno, un’utopia, funziona quando si è in pochi e molto obbedienti, come nell’Atene di Pericle. Oggi la Democrazia diretta vuol dire solo pochi che comandano su tutti. Stiamo scardinando i presupposti della Costituzione”.

Alla Conferenza è stato invitato anche il costituzionalista Carlo Nordio che ha criticato il provvedimento sia nel metodo che nel merito: “La democrazia diretta intesa in questo modo non è altro che un inno alla demagogia, il Governo dei pochi. Penso inoltre che sia un oltraggio alla Costituzione: i nostri padri costituenti hanno lavorato molto sui limiti alla cosiddetta volontà generale espressa attraverso i referendum, perché alcune materie come quella tributaria, le trattative internazionali, le materie penali, non possono essere devolute alla mobilitazione popolare ma devono essere filtrate attraverso una serie di riflessioni e competenze. Oltretutto la legge è scritta male perché non è chiaro se, al momento in cui vi fossero due proposte di legge al vaglio referendario, sia sufficiente il 25% dei votanti per approvare una delle due, o per approvare il blocco di queste due leggi. Alla fine potrebbe vincere il 51% del 25 %, quindi il 13% dell’elettorato, e il popolo viene tagliato fuori”.

Lara Morano