<<Come è noto la pensione anticipata ape social è stata prorogata solo per il 2019. Consiste in un assegno ponte a totale carico dello Stato e possono fare domanda i lavoratori che hanno maturato un requisito anagrafico di 63 anni e si trovano in particolari categorie di tutele. Sono perfettamente consapevole che la misura risulta fondamentale per chi vive una situazione di disagio in età avanzata e non riesce a sfruttare gli altri meccanismi di pensionamento flessibile disponibili nelle pieghe dell’attuale legislazione previdenziale. Con tale istituto, di forte valenza sociale, è invece possibile ottenere la quiescenza con un minimo di 30 ed un massimo di 36 anni di versamenti, a seconda della specifica situazione di disagio vissuta dal lavoratore. Si tratta di una salvaguardia importante per chi rientra nei requisiti, come ad esempio i disoccupati che hanno terminato i benefici di disoccupazione, i caregiver, gli invalidi o i lavoratori che hanno svolto attività usuranti. Avendo pertanto la misura una spiccata caratterizzazione sociale, non indifferente è il suo impatto sulla finanza pubblica e questo è un elemento non trascurabile per assumere la decisione di  rendere strutturale la misura stessa.>>

Lo ha detto il Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon durante una intervista al sito pensionipertutti.it