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Giusy Lauriola espone al Mo.C.A Studio PDF Stampa Email

Venerdì 11 Novembre 2011 22:06

Di ELISA JOSEFINA FATTORI (L’UNICO). Giusy Lauriola è un’artista italiana che vive e lavora a Roma. Ultimamente ha esposto a Damasco partecipando ad un simposio organizzato dai Beni Culturali Siriani. Fino al 18 Novembre 2011 la sua mostra "Viandante Urbano" è presente allo Studio Mo.C.A, a Roma in Piazza Degli Zingari 1.

 

Qual è il messaggio – il significato – della mostra "Viandante Urbano"?

Giusy Lauriola: "I viandanti rappresentati nei miei quadri sono volutamente dipinti senza volto e piedi, perché secondo me hanno una falsa identità: noi tutti siamo il frutto di condizioni culturali e di risultati genetici. Se, ad esempio, fossi nata in un villaggio del Burkina Faso, ora non sarei qui a realizzare le mie opere o rispondere a queste domande…probabilmente starei sistemando la mia capanna! La mia identità è legata alle circostanze culturali, così come il mio corpo è frutto di combinazioni genetiche. I viandanti vengono rappresentati senza piedi perché, anche se crediamo di essere sempre "ancorati" al terreno ed alla realtà, viviamo su una sfera che "gira", una sfera sospesa in uno spazio infinito. Viviamo un tempo limitato, di cui non conosciamo il termine. C’è però un lato positivo in questa "mancanza d’identità": siamo tutti fondamentalmente uguali – chi più, chi meno fortunato – ed è quindi necessario collaborare e partecipare. Non è una colpa nascere poveri, essere immigrati o poco istruiti. Non è un merito nascere figli d’industriali. E’casualità."

 

Chi rappresentano le figure umane raffigurate?

Giusy Lauriola: "Giovani viandanti, i quali hanno ancora la possibilità di scegliere non facendosi influenzare da alcun pregiudizio."

 

E’possibile una comunicazione vera e sincera nella vita urbana contemporanea?

Giusy Lauriola: "Tu la vedi? Quando esci in strada trovi il tempo per fare due chiacchiere con un passante? In un mio precedente progetto ho realizzato opere nelle quali si vedevano solo le gambe ed i piedi delle persone che camminavano in città: questa è la nostra visuale mentre camminiamo!...Sempre se non diamo un’occhiata alle vetrine dei negozi! La moltitudine rende difficile l’identificazione e lo scambio…e la nostra attenzione è attirata dal cellulare, dalle connessioni wireless, dalle piazze di Roma."

 

Perché, per questa mostra, si parla di un tuo "ritorno" alla pittura?

Giusy Lauriola: "Nasco pittrice, ma per molti anni ho lavorato con la fotografia elaborata al computer e ritoccata dalla pittura. Ho stampato le mie opere su plexiglas e su PVC. Ho realizzato Light Box. Poi ho risentito il bisogno psico-fisico di tornare alla pittura, dove – oltretutto – la tecnica è molto più complessa. Lo sforzo è maggiore. Ma è liberatorio."

 

Nella mostra è presente anche la video-installazione "Andante Urbano", della durata di circa tre minuti.

Giusy Lauriola:"E’stata realizzata poco prima che iniziassi a dipingere le tele ad olio. Racconta dello scorrere del tempo in città. In città il tempo corre, và veloce come i passi di chi s’affretta. In questo video la sottoscritta si trova all’interno d’uno spazio pubblicitario. Sto ferma a guardare ciò che accade intorno. Metafora di me stessa che si "ferma" a dipingere invece d’utilizzare altre tecnologie. Fermarsi per vedere meglio. Per pensare meglio. Per guardare i passanti negli occhi."

 

Quali sono gli artisti e le correnti artistiche che ti hanno maggiormente influenzato?

Giusy Lauriola: "Inizialmente i grandi come Caravaggio e Tiziano. Poi la forza di Schifano. La Pop Art di Andy Warhol. Oggi? Tutto e niente. Sto cercando. Dentro e fuori di me."(L’UNICO)


 

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