Audizione bilancio a Montecitorio, opposizione dura: “una manovra contro gli italiani”.

Si è conclusa ieri in tarda mattinata l’audizione Bilancio del ministro Tria. La commissione ha espresso diversi pareri, per lo più critici, verso la manovra che è in procinto di approdare in Parlamento. A creare le discrepanze sono i numeri, in merito alla crescita del debito, e se per la maggioranza gialloverde si tratta di scelte coraggiose che hanno l’obiettivo di togliere gli italiani dalla povertà, l’opposizione fa muro nella piena convinzione che l’indebitamento pubblico a favore di una politica assistenzialista sia una mossa folle e priva di lungimiranza. “I partiti di Governo hanno convenuto di ridimensionare alcune proposte di politica economica e posporne altre – si legge sul documento -, e ciò allo scopo di restare entro livelli di indebitamento netto analoghi a quelli degli anni più recenti, e comunque coerenti con il mantenimento di un surplus di bilancio primario”. Alla fine della discussione, in sala del Mappamondo a Montecitorio, sono partiti gli interventi dei parlamentari che hanno formulato domande anche tecniche per andare a sviscerare la reale fattibilità degli obiettivi che sono al centro della manovra. Il Ministro Tria ha risposto enunciando una serie di dati che dovrebbero tranquillizzare gli economisti, ma le posizioni dei politici di minoranza rimangono nette. “Quando su 35 miliardi di euro della manovra se ne impiegano ben 16 per il reddito di cittadinanza e per la modifica della legge sulle pensioni, e si destinano solo 600 milioni di euro per l’abbassamento delle tasse alle imprese si capisce la ragione per cui ovviamente i mercati la bocciano – dichiara il deputato Noi con L’Italia Maurizio Lupi  ai microfoni della stampa -, indebitarsi per non crescere e per andare verso l’assistenzialismo, senza aiutare le imprese, le famiglie e senza alzare gli stipendi a chi lavora, è il tasso della manovra”. Rimangono severe le critiche di Forza Italia che, in linea con i valori liberali, non concepisce come si possa dare uno stipendio a chi non produce. “Con la collega Anna Maria Bernini abbiamo incontrato il Premier Conte – dichiara il capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini – , e abbiamo esposto tutte le nostre preoccupazioni per i rischi che corrono i risparmi degli italiani, per i rischi di un aumento dei tassi di interessi sui mutui, e per una maggiore difficoltà da parte degli imprenditori e delle famiglie nell’accesso al credito. Tutto questo a seguito di una nota di aggiornamento al DEF sbagliata che va ad aumentare la spesa corrente senza aumentare gli investimenti”. Attacchi diretti anche dall’ala sinistra di Montecitorio, che ribadisce la scarsa attenzione verso l’obiettivo lavoro e investimenti, a fronte di “misure confuse e sbagliate – come commenta Graziano Del Rio del Partito Democratico – , ci si inventa una manovra contro la povertà invece di proseguire con quella già in atto. Queste misure vanno contro gli interessi degli italiani”.

 

Lara Morano