Bagarre in Aula a Montecitorio, Presidente Fico va via scortato dai commessi. Erica Mazzetti (Forza Italia): “Siamo in dittatura, durante le commissioni non veniamo nemmeno ascoltati. Solo parole nel vuoto con una maggioranza sorniona”.

Alle 11,30 di questa mattina gli scranni di una parte della Maggioranza Cinquestelle erano vuoti, e non era ancora iniziata la discussione generale sulla legge di bilancio. L'opposizione chiede di convocare una capigruppi, per analizzare il documento ed evitare di votarlo al buio, ma senza successo. Si agitano gli animi e il presidente Fico sospende la seduta per "troppa confusione". Erica Mazzetti di Forza Italia: "La richiesta delle opposizioni non è stata messa in votazione perché altrimenti la maggioranza sarebbe andata sotto. Questa è una dittatura".

Montecitorio: Bagarre in Aula alla Camera. Dopo quanto è accaduto in Senato a poche ore dal Natale, si replica a pochi giorni dal Capodanno. Siamo al 28 dicembre, e alle 11,30 di questa mattina non era iniziata ancora la discussione generale sulla legge di Bilancio, approdata in aula senza essere passata concretamente dalla supervisione delle commissioni, cosa che ha spinto le opposizioni a chiedere una sospensione dei lavori per poter convocare la conferenza dei capigruppo. Il presidente Fico sembrava fare orecchie da mercante, e nel momento in cui è subentrato dando il cambio all’onorevole Mara Carfagna, ha iniziato a leggere daccapo l’ordine del giorno. Tutte le opposizioni si sono così alzate dai banchi andando verso il Governo per chiedere di essere ascoltate, con un epilogo abbastanza scontato: Fico ha interrotto la seduta per la confusione che si era creata ed è uscito scortato dai commessi. “Il Presidente Fico non ha voluto mettere in votazione la nostra richiesta perché altrimenti sarebbe passata, visto che la maggioranza non ha il numero e sarebbe andata matematicamente sotto – spiega l’onorevole Erica Mazzetti di Forza ItaliaI banchi dei Cinquestelle questa mattina erano quasi completamente vuoti, se c’era un cinque per cento dei loro deputati è già tanto.

 Gli scranni di una parte della maggioranza Cinquestelle prima che iniziasse la discussione generale

La seduta è ricominciata pochissimo tempo dopo, con la discussione generale, e l’aula ha iniziato a riempirsi. “Questa non è democrazia perché il Parlamento non ha potuto nemmeno analizzare la manovra, non sono stati discussi nemmeno gli emendamenti – continua la deputata –  Quanto è accaduto oggi è gravissimo“. Le zone d’ombra denunciate dai gruppi di opposizione in merito al documento riguardano i lavori pubblici, gli interventi urgenti sui dissesti idrogeologici e l’aumento delle tasse per le onlus. Su quest’ultimo punto sembra che il Governo abbia fatto un passo indietro, ma ufficialmente nessuno dei deputati di minoranza l’ha visto scritto nero su bianco. “Sembra che sia stato riempito un foglio e consegnato all’Europa per far vedere di aver svolto un compitino – conclude Erica Mazzetti -, non è assolutamente così che si fa perché il vero lavoro è all’interno delle commissioni, dove la maggioranza dovrebbe ascoltare tutte le istanze per il bene di tutti i cittadini, non solo del suo elettorato. Siamo in una dittatura“.

Lara Morano