Bruxelles e le “minaccette” dell’Europa

Di fronte ad uno scenario prossimo ad una rivolta popolare, ad una "rivoluzione francese" in chiave postmoderna, quanto valore hanno le "letterine" e le "minaccette" dei burocrati di Bruxelles per una popolazione stanca e impoverita?

bruxelles

Era ora. Dopo tanti travagli e ripensamenti, finalmente la fatidica “letterina” è partita da quel di Bruxelles. Il magico trio Juncker-Moscovici-Dombrovskis, senza mezzi termini, ha minacciato l’Italia e i tentativi del suo governo, legittimamente sostenuto da un forte consenso popolare, di far ripartire una crescita frustrata da anni ed anni di politiche comunitarie impostate ad una criminale e suicida “austerity”. E così il circo equestre di Bruxelles, l’allegra brigata di burocrati e funzionari mantenuti a suon di soldoni dalle tasse dei lavoratori di mezza Europa, ha sua sponte deciso di minacciare procedure di infrazione e quant’altro a chi, non dimentichiamolo, dell’edificio istituzionale europeo è stato tra i padri fondatori, e di cui ad oggi è tra i maggiori finanziatori e dal quale, però, non riceve un bel niente.

È stata lasciata da sola a fronteggiare l’invasione di decine di migliaia di elementi, provenienti da contesti extra europei, non certo favorita in quanto ad erogazione di fondi comunitari (che tanto servirebbero ad un nostrano tessuto infrastrutturale, ad oggi necessitante di un massiccio rinnovo), ma anche seconda potenza industriale d’Europa, dietro alla Germania, anche se, ahimè, settima al mondo. Una struttura della piccola e media impresa da far invidia a chiunque, il risparmio pro capite individuale più elevato al mondo, con il più importante patrimonio artistico dell’orbe terracqueo e, sino a poco tempo fa, titolare di un elevato tenore di vita, garantito da un sapiente mix tra economia pubblica e privata, l’Italia ad oggi continua ad essere un boccone appetibile per chi, in regime di economia globale, vuole fare spese a man bassa (vedi i nostri cugini d’Oltralpe francesi, sic!). Il tutto senza contare un atavico senso di rivalsa ed invidia da parte di chi vorrebbe toglierci definitivamente dalla scena, prospettando per il nostro paese soluzioni alla greca.

Stavolta però, il “trio monnezza” di Bruxelles ed i “soliti noti”, dalle loro comode poltrone, non hanno fatto i conti con l’imprevedibilità della Storia, quella con la “S” maiuscola. Quella Storia che d’improvviso ti può cambiare e scompigliare quei pluridecennali equilibri, che si credevano fissati in linee guida perenni per l’Europa e il mondo intero. Di fronte al conclamato fallimento dei loro bipolarismi centro-sinistra/centro-destra o sinistra-destra farlocchi, all’insegna di un ipocrita buonismo globalista, i popoli  si sono rimessi in moto, cominciando a rimettere in discussione molte cose. Ad aggravare il tutto, le ultime, pesanti crisi finanziarie globali, accompagnate da una recessione infinita e, in special modo nel nostro paese, da un consistente calo del tenore di vita e del reddito pro capite.

Stiano attenti, pertanto, i vari euro-maestri di virtù da strapazzo e le loro corti di politicanti arruffoni, perché la gente è veramente stanca e pesantemente impoverita. Mai come oggi, in Europa e in Italia, si è andato prefigurando uno scenario così prossimo ad un rivolta di massa, dagli esiti imprevedibili. E di nuovo sembra ripetersi lo scenario, in versione postmoderna, che fece da sfondo alla rivoluzione francese, con un ceto medi-basso impoverito ed oberato, in contrapposizione ad una oligarchia di classi politico-burocratiche al servizio dei cartelli finanziari globali. Di fronte alle “minaccette” del circo equestre di Bruxelles, di fronte alle titubanze di alcuni settori dell’esecutivo nei riguardi della flat tax e delle altre proposte della Lega, l’unica risposta è, ora più che mai, una mobilitazione ed una risposta continue e senza tregua a coloro che, con paroloni, minacce e quant’altro, si illudono di poter mantenere uno status quo, ora divenuto veramente inaccettabile.

Umberto Bianchi

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Umberto Bianchi
Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.