Carabiniere ucciso: Ci credete allo spacciatore che chiede aiuto alle guardie? Strategia della dis-tensione?

Troppo oscura e incredibile la ricostruzione della morte del vice brigadiere Mario Cercello Rega, il carabiniere ucciso a Roma con otto coltellate da un americano reo confesso

Voi ci credete alla storia del pusher che chiama i Carabinieri per farsi ridare un borsello con dentro un cellulare? Ci credete a due americani di 19 anni che uccidono un carabiniere per un “cavallo di ritorno” da 100 euro con otto coltellate? Ci credete che all’Arma dei Carabinieri arriva la denuncia per una richiesta di intervento sul luogo di un riscatto (dove non sai cosa e chi trovi) e i Carabinieri si presentano in due, senza filmare il momento dello scambio con tentativo di arresto, quindi senza rinforzi e senza riuscire ad aprire il fuoco? Per il militare superstite i due sono nordafricani, poi diventano biondi e bianchi. Eppure era lì a un tiro di lama.

Sapete quant’è la detenzione per uno che spaccia droghe pesanti?

C’è la reclusione da otto e 20 anni e una multa da 25.822 e 258.228. Un pusher chiama i Carabinieri per uno scambio di cocaina? E’ credibile? Perché i media all’inizio parlavano di una donna derubata che poi è diventato un pusher maschio. Il pusher conosceva gli uomini dell’Arma? Per permettersi di poter chiedere il loro aiuto diretto? La telefonata al centralino delle forze dell’ordine esiste? 

Durante l’interrogatorio l’americano che si sarebbe autodenunciato per aver inferto le 8 coltellate al carabiniere Mario Cercello Rega è emerso che il reo confesso non parla e non comprende l’italiano, e che alla vista dei carabinieri in abiti civili non li avrebbe riconosciuti quali militari. Pensando così che il pusher – dopo avergli rifilato l’aspirina al posto della cocaina – volesse ancora prendersi gioco di loro.

Ma perché il collega non riesce a fare fuoco davanti a una minaccia così diretta? Perché per un giorno intero i media nazionali ci parlano di una donna all’origine della denuncia? Perché questa ricostruzione sembra così assurda e incomprensibile tale da sembrare un capitolo sequel de le Iene di Tarantino? E’ impopolare dirlo adesso. Un uomo ci ha rimesso la pelle, e merita infinito rispetto. Ma qualcosa nei protocolli delle forze dell’ordine non deve aver funzionato a perfezione. E’ evidente. Soprattutto: la telefonata di denuncia al 112, c’è stata? Esiste una registrazione che confermi l’assurdità di uno spacciatore che telefona ai Carabinieri per farsi aiutare in una trattativa che includeva la consegna di un grammo di cocaina. Secondo fonti non ufficiali non esiste una chiamata, ma Sergio Brugiatelli, il pusher di questa storia, si sarebbe rivolto direttamente e informalmente ai militari. Gli stessi hanno avvisato i superiori dell’operazione che stavano andando a svolgere? Due 19enni commettono un omicidio così brutale e tornano nell’albergo a pochi passi dal luogo del delitto, pieno di telecamere? E non contento l’omicida ripone il coltello insanguinato nella stanza invece di sbarazzarsene. In questa triste storia, alla logica non torna nulla. Si chiama strategia della dis-tensione? 

Andrea Furetto

Con Mario il carabiniere muore la nostra tolleranza