Cinquecento posti di lavoro a rischio, i lavoratori della Sogesid scioperano ancora

Lunedì 15 ottobre, i lavoratori della Sogesid sciopereranno per la difesa di oltre 500 posti di lavoro. Il presidio avrà luogo davanti al Ministero dell’Ambiente che gestisce al 100% la società, ed è già la seconda protesta dopo quella del 5 ottobre sscorso, che ha registrato un’adesione del 95%. I dipendenti chiedono risposte concrete al Ministero e ai sindacati rispetto alla loro posizione contrattuale, rivendicando quell’indeterminato che era stato oggetto dei primi provvedimenti a firma di carabinieri e forestali nell’ambito della ‘Terra dei Fuochi’, che prevedeva appunto la stabilizzazione dei lavoratori assunti con il jobs act nel 2015 dopo il primo anno di lavoro precario. A quanto pare i Cinquestelle avevano già deciso da tempo di mettere le mani sulla società , mandando a casa i dipendenti per poi effettuare nuove assunzioni attraverso un concorso pubblico. Un’ipotesi che getta nel panico oltre 400 famiglie che vivono oltretutto con la spada di Damocle sulla testa dell’arrivo di una quantità importante forestali, già pagati dallo Stato, che potrebbero prendere il posto dei dipendenti a rischio. Il Ministro Costa avrebbe tranquillizzato sul fatto che “nessun licenziamento è previsto”, nonostante le intenzioni iniziali dei pentastellati, che giustificherebbero il tutto con il semplice fatto che le assunzioni sarebbero avvenute fino a ora attraverso un supporto esterno e non tramite regolare concorso, un inno alla trasparenza che ha il retrogusto di ideologico dal momento che si rischia di mettere in ginocchio un numero notevole di famiglie italiane, oltre che privare una società importante, che opera per il Ministero, di professionisti del settore che prestano servizio da anni. Un intervento di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, richiama il ministro Sergio Costa a un ulteriore gesto di trasparenza, e attraverso un’interrogazione parlamentare, l’onorevole Meloni sottolinea come questi lavoratori abbiano ottenuto il posto di lavoro “dopo aver sostenuto selezioni pubbliche davanti ad apposite commissioni”.

Lara Morano