Il Commissario per la Tav Paolo Foietta alla Camera. Forza Italia: “il Governo gli dia ascolto”

Questa mattina alla Camera dei Deputati è intervenuto l’architetto Paolo Foietta, commissario straordinario per la Tav (Alta velocità Torino Lione), per fare l’ennesimo appello al Governo, dichiarando con rammarico di essere stato completamente ignorato dai ministri e dal presidente del Consiglio, nonostante i quotidiani tentativi di contattarli tramite Pec per spiegare l’importanza della realizzazione dell’infrastruttura, e le gravi ripercussioni  economiche nel caso in cui andasse tutto in fumo. “Numeri alla mano, è una follia lasciare incompiuta un’opera già avviata e in parte già finanziata – spiega Foietta – : il costo per l’Italia è di 2,6 miliardi, pari al 30% dell’investimento complessivo. Facendo due conti, e lasciando fuori le penali, si spende di più a interrompere i lavori perché ci troviamo ad avere un miliardo e mezzo di spese che sono state già fatte, finanziate al 50% dall’Unione europea, e per la metà (25%) dalla Francia. Questi soldi, che valgono più di un miliardo di Euro, nel momento in cui l’Italia decide di non utilizzarli più dovranno essere restituiti, soldi che gli altri paesi hanno investito e da cui l’Italia si chiama fuori“. I trenta Chilometri di galleria già realizzati andrebbero inoltre chiusi e messi in sicurezza, con una conseguente spesa che l’Italia dovrebbe affrontare da sola, e in tutto si stima una perdita di circa 4 miliardi. “Una follia – continua l’architetto –  Esistono grandi flussi economici, che sono il 35% che noi abbiamo con l’Europa di import e di export, e 21 miliardi di quota di saldo attivo dell’export sull’import. Dimenticarci dell’area Ovest, che è una delle zone economiche più importanti dell’Italia, va contro il buon senso“. La Lega, allineata con il Centrodestra è a favore dell’opera, ma il Cinquestelle no, e in assenza di un accordo l’ultima voce sarà quella del Parlamento, ma è matematico che in quel caso, con il voto contro del Movimento Cinquestelle, l’infrastruttura non verrà realizzata. Foietta ribadisce di avere ancora un mese di tempo per poter cambiare le cose, nonostante l’amarezza per l’unica risposta ricevuta dal Governo: un tweet del ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli che l’avrebbe seccato con un “stai sereno, il 31 dicembre finisce il mandato”. Il capogruppo alla Camera di Forza Italia Maria Stella Gelmini si rivolge nuovamente ai rappresentanti di Governo “Non chiediamo altro che il tempo di un caffè con il Presidente Conte e il Vice Premier Matteo Salvini per poterci confrontare democraticamente e civilmente – dichiara – ormai non c’è più tempo da perdere, e se si arriverà alla discussione in Parlamento non ci sarà più alcuna possibilità di trattativa“. Questo è un passaggio tecnico di cui Salvini è perfettamente cosciente perché si tratta di numeri, e se la Lega sarà costretta ad accondiscendere che la decisione finale venga affidata al Parlamento, la preoccupazione che tutto vada perso è concreta. “Nutro un profondo rispetto e una grande stima verso il presidente Conte che, sul modello svizzero, che è il massimo della democrazia possibile, ha rimandato al Parlamento l’ultima voce – ha dichiarato Salvini ai microfoni della stampa, e ha tranquillizzato: ci sarà un’iniziativa congiunta Lega e Cinquestelle“.

Lara Morano