Conte Bis, illusione di un governo

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Certo, a vederli in TV, carini, giovani ed azzimati, a sentirli parlare, ti danno l’impressione di una rassicurante squadra, lì composta proprio per salvare la Patria, per dare una mano alla gente. L’ha anche ripetuto Lui, il Presidente-per-tutte-le-stagioni, l’on. Giuseppe Conte. “Stare accanto alla gente”, “ascoltare la gente”, sembrano essere le meravigliose parole d’ordine, le chiavi in grado di spalancare all’Italia un’era foriera di chissà quali meravigliose novità. E poi, con aria seriosa, ti dicono che ora l’Italia ha un ruolo prestigioso nel pagliaccesco circo equestre dei burocrati di Bruxelles.

E tanto per parlare di sostegno alla crescita di un paese, ecco qua che la “flat tax” viene immediatamente accantonata ed al suo posto un non ben definito Dpef all’insegna di non-si-sa-quali mirabolanti formule che, scacciata l’ipotesi flat tax, altri non saranno se non una bella sequela di tasse e tassette. E tanto per non smentirsi, la “sindaca” di Roma Virginia Raggi ha approvato un provvedimento che renderà molto più facile il prelievo in automatico dai conti bancari dei cittadini anche dei debiti quali multe o tasse comunali, esigibili anche se di importo minimo. Il tutto, accompagnato dalla onnipresente tentazione di sostituire il denaro elettronico (bancomat e carte di credito…) al contante, per meglio monitorare, schedare ed impoverire i cittadini-sudditi.

Dobbiamo stare tranquilli, il nostro Governo “pensa alla gente” ed alla sua sicurezza (ed alle sue tasche…), con la magnifica idea di riaprire i porti alle imbarcazioni di “migrantes/invasori”… È di queste ultime ore la notizia degli sbarchi sulle nostre coste di altre decine e decine di abusivi, alla faccia dell’integrità territoriale del nostro paese, così come prevista da quella Costituzione, tanto lodata e decantata solo quando fa comodo a Lor Signori, ma ignorata quando comodo non fa più. E poi, che bello, abbiamo un ministro dell’Economia che tanto piace all’Europa di Frau Merkel e di quel Macron, che vive contestato dai suoi concittadini in gilet giallo un giorno sì ed un altro pure. E questo ci dovrebbe un po’ insospettire sulle reali intenzioni del neonato esecutivo.

E tanto perché Lor Signori ci dicono di star tranquilli, perché loro stanno con la gente ed i suoi diritti, eccoti arrivare strani oscuramenti nei riguardi di siti, guarda un po’ legati alla destra radicale e non solo. Anche chi scrive ha dovuto recentemente subire una temporanea ed ingiustificata censura per un articolo di semplice contenuto storico postato su Facebook. Intanto, sulla testa dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, piovono un continuo di accuse e sospetti di ogni tipo. Il fatto è che quella italiana è una repubblica a “sovranità limitata”: non appena fa la sua apparizione un soggetto politico, le cui idee non sono in linea, conformi a quelle di prestabilite maggioranze, ecco scatenarsi, senza alcun ritegno, un vero e proprio “furor” inquisitorio. Si va dalla demonizzazione verbale dell’avversario (spesso assimilato alle “belve nazifasciste”) sino alla sua vera e propria criminalizzazione, con accuse molto spesso inventate o, al massimo, frutto di semplici illazioni o voluti malintesi verbali.

Il fenomeno di cui stiamo parlando in Italia viene da lontano. Esso è stato determinato dalla pluridecennale presenza del monoblocco politico-culturale della sinistra ex PCI, poi PDS, poi DS, ora PD, che, nel contesto del riequilibrio post bellico dei pubblici poteri in Italia, caldeggiato e sostenuto dai vincitori dell’ultimo conflitto mondiale, ha praticamente monopolizzato la formazione e l’inquadramento di interi settori della magistratura, delle forze dell’ordine, di parte della pubblica amministrazione, dell’informazione e della cultura, esercitando, di fatto, un pesante controllo e condizionamento sulla vita e lo sviluppo del nostro paese. Tale controllo, esercitato con criteri di capriccioso e velleitario nepotismo, oltre a rallentare ed ostacolare lo sviluppo del nostro paese attraverso la continua frapposizione di ostacoli burocratici a qualsiasi tipo di iniziativa si voglia esercitare, dal livello macropolitico ed economico sino al più infimo aspetto della vita di un cittadino qualunque, costituisce tuttora, una forma di pesante condizionamento alla libertà di associazione e di espressione dei cittadini.

Il tutto sostenuto con l’onnipresenza dei Poteri Forti che, alla caduta del fatidico Muro di Berlino, al fine di evitare che in Occidente, con la Nato ed il Patto Atlantico, si verificasse quanto poco prima accaduto con quello di Varsavia, hanno caldeggiato ed accelerato un processo di unione europea “farlocca”, all’insegna di un super-stato burocratico ed esclusivamente animato e regolato da disposizioni economiche e finanziarie, animato da un ottuso buonismo, lontano dalle istanze e dalle necessità delle genti europee, come non mai. Ed il caso nostrano, di esecutivi non eletti, nominati dall’alto, appena si fosse paventata la possibilità di governi non in linea con determinate coordinate di pensiero (come nel caso dell’attuale Conte-Bis, sic!), è un lampante esempio di quanto pocanzi detto.

Ma si sa, la Storia spesso ci riserva degli imprevisti e delle sorprese del tutto inaspettate, molto spesso dettate da un’umana ed ottusa ingordigia.  E così, nel pieno dell’euforia per il varo dell’ennesima “sola” ai danni dei cittadini e degli elettori, Renzi, nel suo mai dismesso ruolo di Pierino la Peste, arriva e ti sfascia il Piddì, creando una sua propria formazione, tirandosi appresso, oltre alla bella Maria Elena Boschi, una discreta dote di deputati e senatori. Ma, a quanto pare, la reazione dell’anima “profonda” dei “democratici” non si è fatta attendere: dal suo “buen retiro” bolognese, l’immarcescente Mortadella (al secolo il Prof. Romano Prodi), nel suo ruolo di padre spirituale del Piddì, ha definito, quello di “Italia Viva” (il nome della nuova formazione renziana) “un nome da yogurt”.  Mortadella contro yogurt.

Messo in questi termini, il duello che si preannuncia sarà ricco di sorprese, imprevisti e risvolti tragicomici. Può essere che il nuovo ed accroccato esecutivo, vada in malora in poco tempo, con un vertiginoso e dovuto ritorno alle urne. Oppure che perduri quel tanto che basta, per produrre sfasci e svarioni l’uno dietro l’altro, ancor più accrescendo la rabbia ed il malcontento dei cittadini. In ambedue i casi, i Poteri Forti ben poco potranno contro l’esasperazione e la rabbia della gente, la cui pazienza sarà arrivata alla fine del binario. Mortadella contro yogurt, o meno.

Umberto Bianchi

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Umberto Bianchi
Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.