Così è se vi pare: torna l’opera pirandelliana diretta da Claudio Boccaccini

Il regista mette nuovamente in scena la sua versione dell’opera di Pirandello, al Teatro Ghione di Roma

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A circa un mese di distanza dall’anniversario del Premio Nobel a Luigi Pirandello, ricevuto l’8 novembre 1934; al Teatro Ghione di Roma, va in scena una delle sue più grandi opere teatrali. Ad oltre 20 anni dalla messa in scena al Teatro Quirino, Claudio Boccaccini ripresenta la sua versione di “Così è se vi pare”. Il tema centrale dell’opera, spesso presente nel lavoro pirandelliano, è la ricerca della verità, irraggiungibile per l’autore. Solo relativa. Nella versione di Boccaccini, gli eventi narrati in “Così è se vi pare”, assumeranno tinte noir, ne verranno esaltati gli aspetti da thriller, conservando la comicità paradossale propria del testo.

Cast e messa in scena

Il cast è composto da: Laura Lattuada, Felice Della Corte, Riccardo Barbera, Pietro De Silva. Lo spettacolo è inserito nella Stagione 2016-2017 del Teatro Ghione, Via delle Fornaci. L’opera, diretta da Boccaccini, andrà in scena dal 1 fino all’11 dicembre. È prevista anche una replica per spettatori non vedenti e ipovedenti il 4 dicembre alle ore 17.00. Il costo del biglietto, acquistabile anche su ticketone, va da €23,00 (galleria) a €30,00 (platea).

I temi dell’opera

Scrittore e drammaturgo siciliano, Luigi Pirandello, dagli anni ’20 si dedicò completamente al teatro, fondando la compagnia del Teatro d’Arte di Roma. “Così è se vi pare”, tratta dalla novella pirandelliana “La signora Frola e il signor Ponza, suo genero”, fu rappresentata per la prima volta nel 1917. Ma fu ripresentata a pochi anni di distanza, con alcune modifiche e arricchimenti voluti dall’autore stesso. Tema centrale dell’opera, è l’inconoscibilità del reale, uno dei leitmotiv della produzione pirandelliana. Secondo Luigi Pirandello la realtà non può essere concepita deterministicamente; essa è soggettiva, multiforme; tutto è sottoposto al caso; tutto si complica perché dominato dal contrasto tra realtà e finzione, tra maschera e verità. Si assiste, dunque, ad un relativismo conoscitivo. Da qui, una peculiare tematica pirandelliana: la diversa prospettiva gnoseologica, per cui la conoscenza non può che essere relativa.

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