Crisi di governo, la porcata firmata Rousseau

L’ultima, ennesima, porcata ai danni degli italiani è oggi stata consumata. I Cinque Stelle, forti dell’assenso di una “piattaforma” Rousseau chiaramente pilotata e manipolata, hanno dato il loro incondizionato e definitivo appoggio all’ennesimo esecutivo non eletto dell’ultimo decennio. Loro, che del consenso popolare, di una forma di democrazia plebiscitaria e “diretta”, si erano fatti strenui sostenitori. Loro, gli uomini del “vaffa” day, del Pd meno L. Loro, i puristi, che mai e poi mai sarebbero scesi a compromesso con quelli degli scandali, con quelli di mafia Capitale, con quella sinistra che tanto aveva deluso. Loro, che avevano fatto del trasversalismo e dell’avversione a qualunque patto con chi fosse chiaramente ed ideologicamente schierato, il principio-cardine della loro politica.

E invece del trasversalismo han fatto una macchietta. Per loro trasversalismo è allearsi con chiunque possa garantire quelle poltrone e quella sopravvivenza, che i recenti risultati elettorali avevano eroso e che, comunque,  continuavano spietatamente a scendere nei sondaggi. E poi Conte. “L’avvocato degli italiani”, trasformatosi, con una mutazione genetica che ha del fantascientifico, in avvocato della signora Merkel e di quei Poteri Forti ai quali, sino a poco prima, aveva promesso di dar battaglia in ogni dove, per difendere i cittadini. Prima presidente di plastica, stretto tra Di Maio e Salvini, ora invece caduto nel soffocante abbraccio di Zingaretti (Renzi…) e Frau Merkel.

E questa “sinistra”, o quel che ne rimane. Dalle urla, alle invettive contro i Pentastellati, ai “mai con loro”, alle alleanze di poltrona, dopo aver preso pedate e schiaffi a più non posso da un elettorato deluso e stanco di tasse, invasione migratoria, burocrazia a gogò ed incipiente miseria. E gli elettori. Di destra, di sinistra, di centro. Presi in giro, canzonati e sbeffeggiati, una volta in più, con un esecutivo non eletto, costituito con alleanze create a tavolino, lontano da quella gente che, proprio loro, i Cinque Stelle o il Piddì, dicono tanto di voler rappresentare.

Ma chi, in tutto questo squallido teatrino, ne esce veramente male, è la figura di Beppe Grillo. A parte le urla, i contorsionismi verbali ora contro, ora a favore di questo o quello, il comico genovese ha dimostrato di avere uno spessore politico ed umano vicino allo zero. Una persona che non facendosi eleggere in parlamento, non si assume le proprie responsabilità, mandando avanti i propri ragazzotti e manovrando nell’ombra, limitandosi ad un ruolo da leone da tastiera, è l’immagine di un movimento il cui antagonismo duro e puro è definitivamente tramontato e compromesso. Un movimento, il cui ruolo sempre più sarà relegato a quello di “commis” di un PD che, invece, farà il possibile per far durare la legislatura, anche arrivando ad adottare provvedimenti simil-populisti, per contentare quella parte di elettorato ad oggi riottosa ed ostile.

Certo, nessun provvedimento o contentino potrà far digerire un esecutivo non eletto, imperniato su un’alleanza contraria ai desiderata della maggioranza degli italiani. E pertanto, questa sarà l’occasione per un definitivo delinearsi degli schieramenti sullo scenario politico nostrano. Non più destra contro sinistra, non più ammiccamenti o compromessi, ma identità, sovranità, appartenenza contro globalità, alienazione, asservimento ai Poteri Forti ed al mostro economico globale. Un’occasione unica, da non disperdere in contrasti, velleitarismi o quant’altro, ma di cui far tesoro. Alle vecchie e sclerotizzate gerarchie e correnti dei partiti tradizionali, si dovrà contrapporre una realtà in movimento, fatta di tante realtà locali, unite ed accomunate da altrettanti lavori di squadra, imperniati su temi comuni. Una realtà mobile e trasversale, fatta dalla gente, sarà l’unica risposta in grado di schiantare definitivamente al suolo la vecchia, squallida politica ed i suoi ammiccamenti, i suoi inciuci ed i suoi lerci teatrini, lontani dalla gente e dal suo sentire.

Umberto Bianchi