Crocifisso a scuola, l’eterna questione

crocifisso a scuola

Una storia che non finisce più. È stata riaperta la questione del crocifisso a scuola dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, che ha affermato, in un’intervista radiofonica al programma “Un giorno da pecora”, che “le scuole devono essere laiche e permettere a tutte le culture di esprimersi”. Di contro, l’europarlamentare della Lega, Simona Baldassarre, ha invece ribadito il concetto secondo cui “il crocifisso non si tocca!“.

Effettivamente, il principio di laicità è presente nella nostra Costituzione agli articoli 7 e 8, ma allo stesso tempo agli articoli 19 e 20 la stessa Carta promuove la libertà di culto, in quanto “ciascuno ha il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata”. Se l’Italia, quindi, garantisce una libertà religiosa, lo Stato privilegia decisamente il culto cattolico.

È evidente, quindi, che non siamo come la Francia, che vieta i simboli religiosi nelle scuole. E di conseguenza sarebbe corretto tenere nel nostro paese il crocifisso come segno di riconoscimento e tradizione della nostra cultura, anche in virtù della sentenza 556/2006 del Consiglio di Stato, per la quale la croce, il simbolo cristiano per eccellenza, ha tutto il diritto di restare in aula.

Sveva Musumeci