Crollo Ponte Milvio, s’indaga per disastro colposo

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Delirio a Ponte Milvio. Altri sette palazzi saranno evacuati e inseriti nella zona rossa. Gli albergatori di Roma dicono No all’accoglienza dei romani sfollati: “Il Comune non ci paga”. Il Pm Lasperanza procede per disastro colposo.

Claudio De Angelis e Lucrezia De Rose sono stati nominati periti dal pm Carlo Lasperanza, che sta conducendo le indagini sul crollo del palazzo di via della Farnesina 5 a Ponte Milvio. Si procede, secondo fonti della Procura, per disastro colposo, e sarebbe ormai escluso il cedimento per motivazioni strutturali.  

I periti De Angelis e De Rose sono gli stessi che si occuparono del crollo colposo di piazzale Flaminio. Secondo indiscrezioni dei Vigili del Fuoco, sotto accusa per la mancata evacuazione dell’ala ceduta, e che solo per miracolo non ha provocato la morte e il ferimento di alcun residente, il perimetro della zona rossa dovrà essere allargata nelle prossime ore, poiché altri palazzi, oltre i quattro già evacuati, potrebbero essere a rischio crollo. In tutto potrebbero essere sette palazzi. Il presidente del municipio Stefano Simonelli, movimento V Stelle spiega che il municipio sta ospitando in residence e alberghi 15 famiglie: «Di più non possiamo fare». Ma intanto divampano le polemiche sull’accoglienza di tutte le 150 persone evacuate, che potrebbero aumentare nelle prossime ore. Il comune avrebbe ricevuto un secco diniego da parte dei gestori di Hotel limitrofi alla zona del disastro, non disponibili ad accogliere gli sfollati per paura che il Campidoglio non paghi.

Riccardo Corsetto, portavoce della Casa del Cittadino Ponte Milvio, di Via Riano – ha commentato l’accaduto chiedendo che “il sindaco Raggi s’impegni per dare dignità a questi concittadini. Quando si tratta di accogliere profughi economici o clandestini il Comune riesce a far quadrare il cerchio, e qualcuno ci mangia anche sopra. Oggi viene voglia di cantare sotto il Campidoglio un famoso motivo di Nino Ferrer.” Corsetto ha anche parlato dell’urgenza di effettuare perizie sullo stato idrogeologico di tutta la zona, storicamente interessata da fenomeni alluvionali e da un terreno altamente condizionato dalla presenza del fiume Tevere e di falde acquifere.

Traffico in tilt. Intanto ieri lunedì 26 settembre, la circolazione veicolare della zona ha registrato una congestione senza paragoni. Situazione che potrebbe durare almeno tutto il mese di ottobre, e comunque fino all’abbattimento definitivo del palazzo crollato – secondo fonti istituzionali sarà abbattuto completamente – e alla messa in sicurezza di quelli vicini.

Continuano anche le operazioni di rimozione degli effetti personali dei residenti evacuati, da parte del Corpo dei Vigili del Fuoco, mentre Carabinieri e Polizia municipale effettuano presidi permanenti in funzione antisciacallaggio e per la sicurezza delle persone. (L’UNICO)

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