Dal Carroccio la nuova communication manager della Raggi

La Sindaca Virginia Raggi ha nominato Tiziana Passerotto sua diretta collaboratrice nella gestione dei flussi comunicativi. Passerotto ha già collaborato con Cota, Castelli, Maroni ed altri esponenti del Carroccio. Ora abbraccia la giunta pentastellata della Capitale.

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Virginia Raggi
Virginia Raggi, Sindaco di Roma

Diretta collaboratrice della sindaca. Questo è l’ufficio che è stato assegnato dalla Giunta Capitolina con delibera del 18 novembre a Tiziana Passerotto, una communication manager che dovrà “coordinare i flussi comunicativo tra l’Organo di Vertice e le altre strutture capitoline, tenendo conto della complessità delle problematiche e della molteplicità delle informazioni da sistematizzare ed ottimizzare all’interno del predetto Ufficio”. Il suo compenso sarà di circa 45mila euro annui.

È una nomina che non passa inosservata, poiché l’esperta di comunicazione, voluta accanto a sé dalla sindaca Virginia Raggi, vanta un ricco curriculum accanto a politici della Lega Nord. La Passerotto ha lavorato infatti come portavoce della Lega alla Camera dei Deputati, portavoce di Roberto Cota durante la sua presidenza del Piemonte ed è stata vicina anche a Roberto Castelli, ministro della giustizia nel Governo Berlusconi, e a Roberto Maroni in Lombardia. Dopo questa premessa con il Carroccio, la Passerotto approda a Roma, al fianco della Giunta a 5 stelle.

I motivi per i quali la Raggi ha scelto proprio il suo profilo possono essere letti sulla delibera: ha collaborato presso il periodico Apilombarda News; ha lavorato come tutor per corsi promossi dalla Regione Lombardia; ha svolto attività di responsabile per l’area della raccolta e sistematizzazione di dati divulgativi e loro impiego in flusso informativo presso gli Uffici del Vice Presidente del Senato della Repubblica, dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, in seno ai gruppi parlamentari presso la Camera dei Deputati e presso il Senato, nonché presso la Presidenza della Regione Piemonte ed il Ministero della Giustizia. (L’UNICO)

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