Educazione civica obbligatoria. La proposta della Lega per la scuola

Insegnamento dell’educazione civica obbligatorio da settembre 2019. Lo hanno annunciato il deputato leghista Capitaneo e i ministri Salvini, Bussetti e Fontana: “I valori della legalità sono fondamentali”. Annunciati anche insegnanti di sostegno per i ragazzi con gravi disturbi di sordità.

L’educazione civica sarà obbligatoria nelle scuole, dalla scuola materna alla maturità. Lo ha annunciato questa mattina in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati l’onorevole Massimiliano Capitaneo della Lega, insieme al Ministro dell’Interno Matteo Salvini, al Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e al Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. “Secondo il Global Teacher Status Index – spiega Capitaneo – che ha valutato la reputazione sociale degli insegnanti, l’Italia si trova al 33° posto su 35 stati analizzati, e il 16% degli italiani intervistati ritiene che gli alunni non rispettino i propri insegnanti”. In questo contesto si inserisce la proposta di legge avanzata dalla Lega, che mira a rendere obbligatorio e curriculare l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. L’insegnamento partirà all’inizio del prossimo anno scolastico, a settembre 2019.

È necessario trasmettere “la cultura della legalità e il senso di appartenenza alla società”, spiega il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, perché “i valori legati alla legalità sono fondamentali”. La proposta di legge prevederà “un percorso che andrà dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, e sarà oggetto di valutazione a partire dalla scuola secondaria di primo grado”. Farà parte a pieno titolo, quindi, dell’esame di terza media e dell’esame di maturità. I temi dell’insegnamento toccheranno vari ambiti, dalla Costituzione, all’educazione alla cittadinanza digitale – “Sono di estrema attualità i casi di cyberbullismo”, chiarisce il ministro –, all’educazione ambientale, all’educazione alla salute e all’educazione stradale. Sarà l’autonomia scolastica a stabilire l’insegnante più idoneo a trattare i temi proposti, ma in ogni caso sarà loro dedicata una adeguata formazione. E non è detto neanche che gli studenti debbano apprendere dai libri i contenuti delle ore di educazione civica: “Può essere lasciato spazio anche alle nuove tecnologie”, spiega Bussetti. Comunque sarà il percorso di formazione degli insegnanti che offrirà loro strumenti adatti e attuali. Infine, citando il filosofo Antonio Rosmini, che diceva che i ragazzi non hanno il diritto ma sono il diritto e quindi vanno amati, il ministro chiarisce che “l’educazione civica nelle scuole ha una valenza non solo culturale, ma anche affettiva ed emotiva, e noi la vogliamo trasmettere”.

Apprezzamenti alla proposta di legge arrivano anche dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini. “L’educazione civica torna tra i banchi di scuola dopo anni in cui se ne è sentito solamente parlare” in un mondo che troppo spesso è stato usato “come serbatoio elettorale e sindacale”, ha detto il vicepremier. Era fondamentale, quindi, “rimettere al centro insegnanti, educatori, formatori, bambini e studenti”. “Bisogna riportare il rispetto sui banchi di scuola, perché – spiega Salvini – quando uno impara il rispetto a sei anni, quando ne avrà trentasei lo stesso rispetto lo riporterà per strada, in fila alla posta, al supermercato”.

È stata inoltre annunciata una attenzione particolare verso gli studenti con disabilità sensoriali. “Sarà finalmente riconosciuta la lingua italiana dei segni – ha spiegato il Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana – ed è stato firmato un protocollo col Ministero dell’Istruzione e quello della Disabilità che farà in modo di avere degli insegnanti di sostegno per i bambini con problemi di sordità gravi, evitando che questi ragazzi possano essere discriminati”. Un atto, secondo Fontana, che è anche un ottimo esempio di educazione civica, poiché “favorisce l’integrazione”. (L’UNICO)

Francesco Amato