Elezioni europee, ripartire per non morire: come ritornare grandi

Alcune proposte per ritornare Italia

Se l’Eurozona fosse una nave, potremmo chiamarla tranquillamente Euranic per parafrasare la più celebre Titanic: una nave che affonda, in cui però l’orchestra continua ancora a suonare. In effetti chi ancora crede di guadagnare ancora qualcosa da un Unione Europea, fragile sotto ogni punto di vista (politico, economico, sociale) “è identico a coloro che ballavano nelle cabine della prima classe del Titanic mentre l’acqua sommergeva quelle in terza classe. Prima o poi capiranno che stanno per affondare, ma per loro sarà troppo tardi e sarà impossibile mettersi in salvo”. Questo discorso, pronunciato da Marine Le Pen diversi anni fa, risuona come una pietra tombale a distanza di poche settimane dalle elezioni europee che sanciranno, stando agli ultimi sondaggi, una netta affermazione delle forze politiche europee a trazione sovranista.

Chi aveva già previsto con molti anni di anticipo il dibattito sul futuro dell’UE è sicuramente Giacinto Auriti, giurista e scrittore italiano, che chiedeva “ma voi volete essere proprietari o debitori della moneta che avete in tasca? E’ questa la domanda cruciale che dovete porvi per cambiare lo stato di cose”. Auriti ha sicuramente indovinato, da pensatore raffinato quale era, che l’economia e la finanza avrebbero avuto un ruolo sempre maggiore all’interno della politica, scavalcandola, fino ad arrivare alla crisi dello Stato inteso come organizzazione sociale dovuta a istituzioni e poteri transnazionali che ledono il concetto di sovranità nazionale.

L’Europa dei giorni nostri è ben lontana da quella immaginata dai padri fondatori, impegnata a distruggere se stessa, il suo passato, la sua storia, l’identità dei suoi popoli e delle sue lingue, tramite dei trattati che al momento impongono dei vincoli troppo forti alle economie nazionali che deprimono lo sviluppo e l’armonia sociale dei popoli europei. Fra questi spicca, solo per citarne qualcuno, il Fiscal Compact, che prevede il rispetto del cosiddetto pareggio di bilancio in termini strutturali(cioè corretto per il ciclo economico): Il “Salvatore” Mario Monti, definito così dai vari burocrati che dettano la linea il cui Ministro Elsa Fornero ha costretto milioni di lavoratori a posticipare il loro pensionamento ai 67 anni (l’età pensionabile sarà destinata a salire fino ai 70 anni) ha pensato di inserire questa follia in Costituzione, rendendo tale parametro ancor più forte non solo sul piano economico, ma anche su quello giuridico.

Ma allora come cambiare lo stato di cose? Come già detto, i sovranisti potrebbero vincere queste elezioni europee che si terranno il 26 maggio: una grandissima occasione per far si che Paesi come l’Italia possano essere trattati come meritano, ossia alla pari dei Paesi egemoni come la Germania e non come Paesi di Serie B… smettere di essere considerati maiali, ma tornare ad essere Italia. Ecco alcune proposte che dovranno essere affrontate in Europa per tornare grandi:

  1. L’Italia deve rifondare la sua economia sull’interesse nazionale, che significa spendere a deficit nei settori ad alto moltiplicatore e per creare posti di lavoro;
  2. Una “europeizzazione” della Banca Centrale Europea: la BCE deve garantire come prestatore di ultima istanza i debiti sovrani di tutti i Paesi dell’Eurozona, senza richieste di ulteriori cessioni di sovranità, facendo si che il prezzo del debito non venga determinato esclusivamente dai mercati finanziari. Deve essere la politica ad avere il primato sull’economia, non viceversa;
  3. Perseguire diversi obiettivi di politica economica che non si limitino soltanto alla stabilità dei prezzi: l’economia reale deve avere il primato sulla finanza. Le politiche per la crescita economica (creazione di posti di lavoro, diminuzione delle imposte) fanno aumentare le aspettative di inflazione, comportando una diminuzione del guadagno reale per chi investe in strumenti finanziari come ad esempio le obbligazioni (se un Btp paga il 2% e l’inflazione è allo 0,5%, il guadagno reale dell’investitore è dell’1,5%, ma se l’inflazione aumentasse fino al 2%, allora il suo guadagno reale dell’investitore sarebbe pari a zero) questo spinge gli investitori finanziari a chiedere un tasso di rendimento maggiore per coprirsi dal rischio monetario (o rischio di inflazione). Capito perchè l’economia delle persone deve avere il primato su quella dei numeri, tanto amata dai liberisti?
  4. Il ripristino della separazione bancaria: banche commerciali da una parte, ossia le banche nate per come le conosciamo: erogare credito alle famiglie, alle imprese. Dall’altra le banche d’investimento, coloro che giocano in borsa.

Le imminenti elezioni europee serviranno per poter trasformare tutto questo in fatti, affinché queste proposte non restino soltanto parole. Sono già molti anni che si parla di aprire l’Europa come una scatoletta di tonno ma fino ad ora nessuno sembra esserci riuscito. Che sia la volta buona? Speriamo di si, ma prepariamoci ad avere un piano B di riserva… siamo già rimasti scottati diverse volte. Sapete, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

 

Stefano Mastrillo