Fabio Ferla sindaco di Calvenzano (BG): “più strumenti in mano ai sindaci per il bene dei comuni e per la credibilità degli stessi”

La parola ai sindaci. Calvenzano è uno dei comuni di media grandezza della provincia di Bergamo. Nipote d'arte, Fabio Ferla aveva nel suo destino il ruolo del primo cittadino, un'eredità cromosomica trasmessa dal nonno che fu sindaco negli anni 60. "Ogni sindaco deve vivere e conoscere il suo comune, non ci si improvvisa amministratori"

Sindaco per vocazione ma anche per destino, Fabio Ferla è al timone del comune di Calvenzano (a pochi km da Bergamo), da agosto 2015  in seguito alla scomparsa del primo cittadino allora in carica. “Una perdita dolorosa e che non auguro a nessuno – commenta Ferla – io all’epoca ero vice sindaco, dovevo decidere se far commissariare il comune oppure se prendere la reggenza per poi andare a elezioni, ho scelto la seconda opzione”. Nel giugno del 2016 è poi stato regolarmente eletto con il 71% dei consensi.

Classe 1980, un lavoro in banca, in politica per passione dal 2009, quando è stato eletto come consigliere comunale  del suo paese, che con i suoi circa 4300 abitanti si configura comeuno dei comuni di media grandezza nella provincia di Bergamo.

Le dimensioni modeste sono un punto di forza – continua il sindaco – , posso dire di conoscerne ogni angolo, ci sono nato e cresciuto. Sono fermamente convinto che un  sindaco debba conoscere il suo comune in maniera profonda e capillare, perché si deve creare un rapporto diretto con il territorio, in generale: non ci si improvvisa amministratori. Ho respirato l’aria istituzionale sin da piccolo, mio nonno era sindaco, papà e zii sono stati consiglieri e ho imparato a vivere il tessuto sociale partendo dal basso. La candidatura è stata una sorta di maturazione passata da un percorso completo“.

Semplice e diretto, Fabio Ferla è molto amato dai suoi concittadini, e lo testimoniano anche le sue pagine social dove posta le fotografie che lo ritraggono in tutte le occasioni pubbliche a cui presenzia, commentate affettuosamente da chi lo segue. “La cosa di cui vado più fiero sono le scuole – continua a raccontare -: abbiamo fatto una riqualificazione importante di tutto l’edificio che ospita le scuole elementari e medie, introducendo  il fotovoltaico e la pompa di calore, generando un grande risparmio energetico avendo portato l’intero edificio in classe energetica B”.

Come molti altri suoi colleghi, anche il sindaco Ferla trova difficoltoso l’approccio con la burocrazia, e sostiene che sia necessario uno snellimento soprattutto in materia di bandi: “sarebbe opportuno inserire maggiormente l’aspetto qualitativo, per consentire di portare avanti un  processo meritocratico, evitando di affidare le scelte importanti solo e unicamente ai computer e a quei tecnicismi che, per carità, sono utili, ma spesso sviliscono l’importanza e la qualità dei progetti.

Più attenzione verso chi svolge ruoli importanti e delicati come quello dell’ amministratore locale, è quello che Fabio Ferla si aspetta dal Governo, prendendo le distanze da un discorso di appartenenza partitica, ma spiegando semplicemente che un sindaco non si limita ad indossare una fascia tricolore, ma ha un  carico di responsabilità notevole con risvolti penali

La cosa più bella è il fatto di essere utili alla comunità in cui si vive – conclude -, e se è vero che un ogni sindaco è colui che rappresenta le istituzioni indipendentemente dalle dimensioni del comune che amministra, così come ha detto il presidente Mattarella, allora deve essere messo nelle condizioni di farlo, anche dal punto di vista economico. Si è parlato spesso di più potere ai sindaci, ma è necessario che vengano dati anche  gli strumenti per poterlo esercitare e avere quindi credibilità. Ogni sindaco dovrebbe avere  una congrua indennità di carica che gli consenta di tutelarsi e di svolgere il proprio ruolo in serenità, da utilizzare  unicamente per scopi istituzionali, non potendo più utilizzare le spese di rappresentanza”.

Lara Morano