Famiglie italiane sfrattate. L’inchiesta della Lega con Salvini di Ponte Milvio

Corsetto (Lega): "Il Municipio a guida 5 Stelle ha gestito l'emergenza con ritardo e inefficienza. La proposta di sussidio protocollata il giorno prima dello sfratto."

Dal 10 ottobre tre famiglie italiane con bambini a carico potrebbero ritrovarsi a dormire in strada, quando lo sfratto dall’hotel Flaminius, dove erano ospiti (alcuni  in seguito all’alluvione di Prima Porta  del 2014),  diventerà esecutivo. A sollevare la questione è stato Riccardo Corsetto, responsabile e coordinatore della sessione Lega  con Salvini di Ponte Milvio, che si è recato sul posto per documentare la situazione. Mamma papà e figlioletto letteralmente accampati, in situazioni igienico sanitarie precarie, dove perfino il bagno della camera viene utilizzato come cella frigorifera per i cibi, e il box doccia come lavandino per lavare piatti e stoviglie. Fornelli elettrici a pochi metri dal letto, in una struttura priva di manutenzione e riscaldamento. Il quadro non migliora al piano di sopra, dove l’altra famiglia ‘parcheggiata’ ha due bambini piccoli, costretti a dormire nella stessa culla. Senza casa, senza lavoro e privati della dignità di base, è così che si sentono questi genitori che presto non avranno un posto dove far dormire i propri figli.
A quanto pare i titolari della struttura intendono riappropriarsi delle camere, e venuta meno la causa di solidarietà hanno deciso di procedere tramite una lettera fatta pervenire a coloro che beneficiavano di vitto e alloggio. Una doccia ghiacciata proprio alle porte dell’inverno, ma a prescindere dalle condizioni climatiche, stiamo parlando di cittadini italiani in difficoltà che invocano le istituzioni, e che nel raccontare le loro storie dicono chiaramente di aver perso la speranza in un futuro per loro stessi, ma di essere determinati a risparmiare la stessa sorte ai loro figli.
Sono disperato, mi sono rivolto alle autorità comunali ma nessuno ha mosso un dito – spiega Gianluca Monticelli, uno dei tre papà coinvolti – . Non ho un lavoro che mi consente di garantire una vita dignitosa alla mia famiglia mentre mia moglie guadagna solo 600 euro al mese”. Quarantaquattro anni, disoccupato dal 2010, Gianluca manifesta una profonda amarezza per la riscontrata assenza da parte delle istituzioni che non sembrano riuscire a dare risposte concrete al suo problema che del resto incarna il dramma di tante altre famiglie italiane nelle stesse condizioni. Preoccupato, Monticelli ha scritto al sindaco di Roma Virginia Raggi, all’amministrazione del Municipio XV e agli enti preposti ma non ha ancora avuto risposta. La prospettiva che più spaventa l’uomo è essere separato dalla moglie e dal figlio di 10 anni, che immediatamente dopo lo sfratto potrebbero essere collocati in una casa famiglia senza che lui abbia la possibilità di seguirli. “Non abbiamo nessuno che ci possa ospitare, io sono originaria di Napoli mentre mio marito ha perso sua madre, siamo soli – racconta Luana, l’altra mamma disperata, piangendo – desideriamo solo un’opportunità per i nostri due bambini”.
Il gruppo Lega con Salvini di Ponte Milvio ha inviato un comunicato stampa ufficiale con il quale chiede l’intervento del Comune a tutela e salvaguardia della dignità di queste famiglie italiane ridotte in miseria, ponendo l’accento sull’emergenza abitativa che dal 10 ottobre diventerà un fatto concreto e inaccettabile. “Ci siamo recati sul posto come Lega con Salvini per valutare se effettivamente gli occupanti fossero famiglie italiane con minori in oggettivo stato di bisogno – dichiara Riccardo Corsetto -, poiché negli anni l’hotel Flaminius è stato oggetto di controverse occupazioni, in alcuni casi illegali e addirittura non sempre supportate da validi requisiti emergenziali. In questo caso abbiamo appurato e documentato con un video la presenza di due nuclei familiari italiani con tre minori a carico i quali dal 10 ottobre potrebbero ritrovarsi in strada a seguito di uno sgombero coatto richiesto dalla proprietà dell’albergo. Chiediamo alle politiche sociali del Municipio XV e all’amministrazione comunale di confermare l’esistenza del procedimento di sgombero ed eventualmente di trovare un’alternativa per evitare che queste famiglie si ritrovino senza un tetto”.
Lara Morano