Gentiloni su Battisti: “Sono contento per l’arresto ma troppe passerelle”

L'ex Premier Paolo Gentiloni muove una critica al vice premier Matteo Salvini per le modalità tendenzialmente propagandistiche con cui ha agito in occasione del rientro in Italia del terrorista Cesare Battisti, arrestato in Brasile dopo un'attesa di 37 anni. Secondo Gentiloni, l'aver indossato la divisa della Polizia ,mentre attendeva il condannato a Ciampino, è un atto improprio e autoreferenziale da parte dell'attuale ministro dell'interno.

La cosa che da’ veramente fastidio e’ che il ministro degli Interni si presenti con la divisa dei pompieri, della polizia, o di non so chi nei suoi comizi elettorali, almeno questo ce lo dovrebbe risparmiare“, lo dichiara in una trasmissione radiofonica l’ex Premier Paolo Gentiloni, che si dice contento per l’arresto del terrorista Cesare Battisti, ma amareggiato per aver ravvisato un retrogusto propagandistico nel metodo adottato da Salvini. “L’arresto di Battisti? Sono contento – precisa Gentiloni – Mi ha colpito come siano passati 38 anni dalla sua evasione dal carcere eppure la nostra polizia, la nostra magistratura, la nostra intelligence e le nostre forza dell’ordine abbiano continuato a seguire questo dossier fino a raggiungere l’obiettivo. Se tu sei condannato per 4 omicidi, alla fine poi lo Stato arriva e di questo dobbiamo esser orgogliosi. Anche se qualche passerella di troppo, in aeroporto, me la sarei risparmiata“. Salvini ha seguito l’atterraggio di Battisti direttamente da Ciampino, documentando l’evento con una diretta Facebook, durante la quale ha elogiato le Forze dell’ordine per il lavoro svolto, mentre i suoi followers attribuiscono principalmente a lui il merito dell’arresto, un momento di giustizia atteso per 37 anni, ma Gentiloni puntualizza:  “C’e’ una correlazione tra il cambio di governo in Brasile e quanto accaduto. Le cose sono cambiate gia’ due anni fa, quando Battisti aveva perso la protezione dei precedenti governi brasiliani. Battisti ha avuto protezioni molto singolari in Francia, con Mitterand e Sarkozy, e poi la protezione esplicita in Brasile, terminata col cambio di governo due anni fa. Gia’ quando ero ministro degli Esteri si iniziava a pensare alla possibilita’ che questa situazione si sarebbe potuta sbloccare“.

Lara Morano