Giorgio Montanini: “Per quello che vale..” in scena al Teatro Brancaccio

Torna, dopo il successo dello scorso anno con “Liberaci dal bene”, il comico più dissacrante del panorama italiano

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Giorgio Montanini, volto noto di Nemico Pubblico, torna in scena al Brancaccio di Roma con Per quello che vale...

Tra teatro e televisione, Giorgio Montanini, classe ’77, si è imposto negli ultimi anni come figura di riferimento della comicità italiana. Conosciuto al grande pubblico per la conduzione, dal 2014, della trasmissione Nemico Pubblico, in onda su Rai 3; da sempre si è confrontato con il mondo teatrale. Il programma, dato il successo, dovuto anche al format che alterna monologhi di stand up comedy e candid camera per le vie della capitale, è stato riconfermato per i due anni successivi, 2015 e 2016. Ma Montanini, dinamico e irriverente, non si è fermato. Dato il suo amore per il teatro ha messo in scena diversi spettacoli: Nibiru (2011), Un uomo qualunque (2012), Senza titolo (2013), Nemico pubblico (2014) e Liberaci dal bene (2015).

Per quello che vale… il nuovo spettacolo in scena al Brancaccio

Torna quest’anno con “Per quello che vale…”, in scena il 4 dicembre, ore 21.00, al Teatro Brancaccio. Il titolo è evocativo, come sempre negli spettacoli del comico, rispetto al contenuto del monologo messo in scena. Ma in questo caso lo spazio lasciato allo spettatore è più ampio; invita alla riflessione, lambendo in maniera vaga i temi che verranno affrontati. Ed è l’artista stesso a compiere una riflessione durante la performance: sulla funzione dell’esibizione e, di più, sul ruolo del comico a livello sociale. Per Montanini il comico satirico non deve salire su un piedistallo, anzi. Il suo ruolo, di denuncia, non deve trasformarsi in predica. Lo spettacolo non è comizio; il pubblico non è partito politico.

La crisi d’identità della comicità italiana

In Italia, dove negli ultimi anni oltre ad una profonda crisi economica si è registrata anche una crisi di valori, la figura del comico è stata distorta. Ed è questa, in parte, la denuncia, che Montanini si propone di mettere in scena. Il comico è assurto a guru, a detentore di verità assolute. Una deriva populista pericolosa, spersonalizzante. Lo spettacolo comico, soprattutto quando rientra in ambito satirico, offre una visione disincatata della realtà; ma può essere solo uno spunto di riflessione per il pubblico. I paradossi che mostra sono, comunque, da reinterpretarsi. Come il protagonista stesso li ha fatti propri per metterli in scena, così l’auditorio deve, o dovrebbe, partendo da essi, adattarli alla propria visione. Questo pensiero è perfettamente sintetizzato dalle parole di Giorgio Montanini, che afferma: “Non deresponsabilizzatevi attribuendo al comico la funzione che non ha, assumetevi le vostre responsabilità alle urne, il comico le sue le affronta sul palco”.

Montanini: tra disincanto e realtà

“Guardate questo spettacolo sapendo che gli argomenti della satira sono gli stessi da sempre, un comico moderno non fa altro che attualizzarli e plasmarli sulla società che vive, ve li sbatte in faccia con violenza”, continua Montanini. Adesso, dopo qualche riflessione, come suggerisce l’artista stesso, il titolo dello spettacolo è già più chiaro. Per quello che vale la sua opinione, per quello che vale la sua visione, la sua satira, la sua battuta. Opinabile, personale; ed è per questo che il titolo, più che una riflessione, sembra un avvertimento.

 

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