Giunta Raggi al primo giro di boa

La scelta di Mazzillo e Colomban vuole garantire alla giunta comunale due profili di comprovata esperienza professionale

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di Lelio Antonio Deganutti

Sullo sfondo delle polemiche che hanno investito l’assessore all’ambiente Paola Muraro, la sindaca Virginia Raggi gioca la carta di un parziale rinnovamento della giunta del comune di Roma. Il criterio in base al quale sono stati scelti i due nuovi assessori, Andrea Mazzillo al Bilancio e Massimo Colomban alle Partecipate, è la competenza professionale oltre la comprovata fedeltà al movimento. Voci di corridoio, alquanto fondate, affermano che tale decisione in realtà sia stata presa sotto la pressione dell’intero entourage del movimento cinque stelle, deciso in tutti i modi di dare una svolta alla querelle romana. La nomina dei due viene subito approvata da Grillo. ”Sono sicuro che entrambi faranno un ottimo lavoro per realizzare il programma del M5S votato dalla stragrande maggioranza dei romani. Andiamo avanti per portare al successo le nostre idee”. La scelta di Mazzillo e Colomban vuole garantire alla giunta comunale due profili di comprovata esperienza professionale. Il primo, curatore dei fondi per la campagna elettorale della neo-sindaca, è un commercialista esperto delle finanze locali, nonché docente all’Università di Tor Vergata; il secondo, invece è un imprenditore di fama internazionale nonché un esperto di Problem solving aziendale: ”Accetto questa sfida (riorganizzazione delle aziende compresa quella dei trasporti) con la determinazione necessaria, sapendo che si tratta di una sfida complessa”, è stata la prima dichiarazione di Colomban dopo la nomina. Non mancano voci discordanti all’interno del partito pentastellato soprattutto riguardo il recente passato politico dei neo-assessori che renderebbe alquanto discutibile il concetto di fedeltà al movimento. Se per Colomban, non si trattato altro che di semplici frasi di apprezzamento verso il premier Renzi (”Renzi è un vero innovatore” ebbe a dire nel 2014), per Mazzillo si è trattata di vera militanza politica con tanto di tesseramento al PD. In soccorso di quest’ultimo è intervenuto tempestivamente Beppe Grillo. ”Non sarà mica un reato? Anche io ho avuto la tessera del PD,non ve lo ricordate? La presi ad Arzachena.”

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