Gran Teatro, Santori / Corsetto: Petizione a Ponte Milvio per riaprire il sipario

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Susanna Novelli – il Tempo del 17/01/2015 Una petizione popolare per salvare il Gran Teatro di Roma. Sempre più emblema dell’agonia della cultura nella Capitale, costretto a sospendere il musical «I Promessi Sposi» per la richiesta, da parte del Campidoglio, di 1,2 milioni di euro di occupazione suolo pubblico per nove mesi di attività. Alla lettera aperta al premier Renzi del legale rappresentante della Gran Teatri srl, Giuseppe Viggiano, pubblicata ieri da Il Tempo, al momento ha risposto una parte della città. Il portavoce della «Casa del Cittadino – Ponte Milvio» Riccardo Corsetto e il consigliere regionale, Fabrizio Santori hanno lanciato una petizione per far rialzare, il prima possibile, il sipario del teatro.

«Lo stop inflitto al Gran Teatro è l’ennesima sconfitta di un Paese che fatica a perdere i suoi limiti culturali e di visione – dichiarano Corsetto e Santori in una nota congiunta – fantasia, arte, spettacolo, banditi dal territorio da qualche piccolo Don Rodrigo annidato in un’amministrazione, che paradossalmente preferisce i campi nomadi abusivi ai teatri. La giunta Torquato smetta i panni dei soliti Bravi nostrani, dimostri che la cultura prevale sulla burocrazia e sappia distinguere tra un teatro e un’attività commerciale comune». La casa del cittadino Ponte Milvio, in via Riano 44, ha avviato una petizione per chiedere al Presidente Torquati, di attivarsi personalmente per la riapertura del Gran Teatro. È possibile recarsi a firmare dalle 10 alle 13 dal lunedì al venerdì in via Riano 44, presso Casa del Cittadino Ponte Milvio. Un piccolo battito nel cuore di una cultura malato da tempo. E la complessa vicenda del Gran Teatro, che con i suoi 3040 posti è il più grande d’Italia, non è che l’esempio forse più chiaro di come la gestione dell’amministrazione possa decidere vita e morte di imprese non solo culturali. Il Gran Teatro nasce nel 2002 in un’area privata in via di Tor di Quinto. L’enorme struttura viene realizzata con regolare contratto di affitto. Nel 2003 tuttavia il Comune procede all’esproprio. Di qui il pasticcio che per oltre un decennio si è dibattutto in tribunale. La procedura di esproprio infatti era stata dimenticata in un cassetto. Alla fine ci ha pensato nel 2011 un improvviso parere negativo della sovintendenza ad obbligare il Gran Teatro a fare i bagagli e trasferirsi su di un’area, pubblica, a Saxa Rubra, occupata da un campo nomadi abusivo. I lavori di bonifica sono costati ai privati circa 700mila euro. Oggi la richiesta del Comune del pagamento di 1,2 milioni di euro per l’attività di spettacolo da svolgere in nove mesi, ha forse messo il punto finale sull’unico grande successo di quel lontano progetto dei teatri di periferia. Il mezzo si è ben compreso, il fine molto meno. (Scarica la petizione e consegnala a Casa del Cittadino, Via Riano 44 – 00191 Roma).

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