Gressoney la Trinitè: 300 abitanti, ordine, pulizia e lavoro. La ricetta del sindaco Alessandro Girod

La parola ai sindaci. Alessandro Girod, primo cittadino di Gressoney la Trinitè in Valle d'Aosta, giunto a Roma in occasione dell'incontro tra i sindaci e il Governo, racconta la sua realtà, dove il segreto è amministrare solo in direzione del bene comune. Un consiglio comunale dove non esiste maggioranza e opposizione, ordine, pulizia e tanto lavoro.

Un comune governato da un amministratore che a sua volta riconosce l’autorevolezza di “Sua Maestà”: il Monterosa, che tutti affettuosamente chiamano così, come se si sentissero parte di un regno incantato. Stiamo parlando di Gressoney la Trinitè, raccontata dal suo sindaco, Alessandro Girod, in trasferta a Roma in occasione dello ‘Stato dei beni comuni‘, un appuntamento annuale alla Camera dei deputati che Anci organizza per dare ai sindaci di tutta Italia la possibilità di confrontarsi con il Governo.

Se le favole avessero una scenografia in Italia potrebbe essere Gressoney, con le sue casette dotate di finestre in legno intagliato, quel nani da giardino colorati che ricordano tanto la celebre storia di Biancaneve, e tutto ciò che è legato a quel piccolo grande mondo che vive di tradizioni, turismo, ma soprattutto di un’intima storia personale.

Gressoney è un piccolo paese di montagna che vive ai piedi del Monterosa, anche se sarebbe più corretto dire che Gressoney è il Monterosa – racconta il primo cittadino – , un paesino non difficile da governare, anche se io preferisco descrivermi come un amministratore”.  Un paese piccolo ma grande, discendente dalla cultura Walser, che convive con una parte francese che ne va a completare la fisionomia.

L’elemento identitario è dato dagli scenari mozzafiato regalati dalle montagne, candide di neve in inverno, e colorate di rosa in estate, soprattutto al tramonto, dove gli effetti cromatici possono regalare emozioni uniche, ma da un punto di vista strettamente concreto, ciò che più distingue Gressoney e dintorni è la pacata compostezza dei suoi abitanti che sorridono, lavorano e si aprono al mondo: un paesino di 300 anime che ha la stessa apertura mentale di Milano.

Il segreto -continua Alessandro Girod – è l’attenzione che tutti noi abbiamo per la pulizia e il decoro. Non siamo una popolazione numerosissima, ed è fondamentale avere un pensiero comune, un obbiettivo che ci unisce. Gressoney è consacrata al lavoro, al senso del dovere e al rispetto, credo che siano questi i motivi per cui si vive bene”.

Se la Valle d’Aosta è a Statuto Speciale, Gressoney lo è ancora di più, perché da un punto di vista politico accade ciò che si può vedere solo in alcune aree dell’America, come il Minnesota, dove il consiglio comunale non ha una vera divisione tra maggioranza e opposizione, ma tutti cooperano ai fini del bene comune. “Abbiamo deciso di unire tutte le liste civiche perché ciò che interessa a tutti noi è la crescita e lo sviluppo del territorio – spiega il sindaco -: noi viviamo molto di turismo invernale legato allo sci e allo snowboard, ma soprattutto allo sci fuori pista“.

Altro punto di forza di Gressoney è il fatto di fare rete con tutta la zona, dove tra sindaci ci si confronta e ci si aiuta, lavorando incessantemente solo per il bene comune. Un angolo di mondo da visitare e respirare, sia in inverno, con la neve che tinge di bianco il Castel Savoia (residenza estiva della Regina Margherita), sia in estate, quando i colori diventano sgargianti e la natura esplode.

Il sindaco Alessandro Girod è al suo nono anno di mandato, e dichiara di amare il suo ruolo e il suo territorio, specificando di sentirsi prima di tutto un cittadino, primus inter pares. “sarebbe bello arrivare a concludere la mia avventura politica con gli ultimi cinque anni – conclude – posso solo dire di operare sempre con grande impegno e passione”.

Lara Morano