Guido Castelli, sindaco uscente di Ascoli Piceno: “Essere sindaco per me significa immedesimarsi nella comunità”

La parola ai sindaci. Quando è stato eletto, il suo comune era commissariato. Ha affrontato gli anni in cui iniziava a manifestarsi la grande crisi, il riverbero del terremoto a l'Aquila, i tagli statali e il patto di stabilità. Al termine di due mandati pieni di difficoltà e di soddisfazioni, Guido Castelli fa un bilancio di Ascoli com'era e com'è, ispirandosi alle parole di Santa Caterina.

A ogni sindaco le città vengono prestate, l’obbligo di un amministratore è restituirle migliorate“. Guido Castelli, primo cittadino di Ascoli Piceno riassume così, con una citazione di Santa Caterina, lo spirito che ha animato i suoi due mandati.

Eletto il 24 giugno 2009, Castelli sta per salutare la fascia tricolore che ha indossato per tutti questi anni, e racconta la sua profonda passione per la Cosa Pubblica, iniziata al liceo dove è diventato rappresentante degli studenti, proseguita in università con la nomina di rappresentante del consiglio delle facoltà, e poi il decollo definitivo: prima consigliere comunale, successivamente provinciale, quindi regionale, e per finire sindaco.

Non un lieto fine ma un lieto inizio, perché proprio nel momento della sua investitura a primo cittadino, il sindaco Castelli ha trovato una situazione completamente da risanare, tra la grande crisi che stava raggiungendo il suo apice proprio in quegli anni, i tagli statali, e l’emergenza terremoto a L’Aquila che aveva fatto sentire il suo eco rimbombante. “Sono subentrato in un comune commissariato – spiega Castelli – la situazione era abbastanza disperata per tanti motivi, e ho capito subito che dovevo dare immediatamente uno shock positivo che andasse verso una ripresa concreta, così come prima cosa ho sbloccato un importante finanziamento che era rimasto imbrigliato nella burocrazia per anni: 7 milioni e mezzo per il polo universitario, che prima era considerato come un simbolo negativo. Posso dire con soddisfazione di aver invertito il trend trasformandolo in un fiore all’occhiello“.

La terapia d’urto di Guido Castelli ha funzionato anche nello sblocco del piano regolatore, fermo al 1972, un risultato che nessun suo predecessore aveva portato a casa. “La cosa ci ha consentito di disegnare un progetto di città completo – spiega -, ed è stata la bussola per orientare le azioni amministrative di tutti questi anni”.

Attento al tema ecologia e sostenibilità, il sindaco ha realizzato diverse ztl, aree pedonali, sette chilometri di piste ciclabili (e altre sono in cantiere per il futuro)  la raccolta differenziata portata dal 34 al 66%, e l’introduzione degli impianti a led per l’illuminazione pubblica.

I DODICI PASSI DEL SINDACO

La teoria dei 12 passi, fa parte dell’eredità valoriale che il primo cittadino intende lasciare a chi lo succederà, ed è un fattore che accomuna molti sindaci: “dodici sono il numero massimo di passi che riesco a fare ogni mattina appena esco da casa prima di incontrare un cittadino che non abbia qualcosa da dire. Anche nel fare del nostro meglio, spesso noi sindaci non abbiamo il potere di risolvere tutti i problemi, anche perché affondano le loro radici in una situazione nazionale più complessa che riusciamo a gestire fino a un certo punto, ma dare soprattutto ascolto, non facendo mai sentire le persone abbandonate, fa tanto la differenza“.

LA CULTURA COME COLLEGAMENTO CON IL RESTO D’ITALIA

Ascoli Piceno, 50.000 abitanti, tante bellezze poco conosciute, ha le potenzialità per puntare sulla cultura come volano sia per l’economia che per la valorizzazione dei suoi talenti. “La nostra è una città meravigliosa – conferma il sindaco – , e amo paragonarla a un diamante allo stato grezzo. Per questo io ho voluto fortemente rilanciarla attraverso la cultura: organizzazione di mostre, valorizzazione di tutti i suoi gioielli e altre iniziative che, devo dire, hanno funzionato“.

le elezioni di maggio si avvicinano, e avendo esaurito il numero di mandati consentiti dalla legge, Guido Castelli lascia in eredità le casse comunali in ordine, e numerosi finanziamenti  per la rigenerazione della New Town (un quartiere a cui sono stati destinati 18 milioni), per il parco fluviale (8 milioni stanziati), e per il recupero di ‘Ascoli 21‘: un’area dismessa di 27 ettari che verrà bonificata, e di cui verranno utilizzati 14 ettari per realizzare un parco urbano.

Essere sindaco per me significa immedesimarmi nella comunità – conclude Guido Castelli -, il consiglio che possa dare a chi verrà dopo di me è di fare tesoro delle parole di Santa Caterina

Lara Morano