Imprenditori che sfidano la crisi e creano posti di lavoro a Roma Nord: la vittoria del Molo 10

Un gruppo di imprenditori, amici, innamorati della loro città, hanno deciso di investire in un progetto apparentemente rischioso, ma che in realtà da una lezione di coraggio agli italiani che hanno perso la fiducia nel futuro: creare un luogo esclusivo a Roma Nord dove mangiare il pesce buono, offrendo un servizio di qualità e la sensazione di sentirsi a casa. “L’idea è nata nel 2012, nel pieno della crisi – spiega l’amministratore delegato Marco Tabellini- , tutti noi soci ci conosciamo da molti anni, e tutto ciò che volevamo era trovare un posto vicino casa dove ritrovarci e mangiare il pesce buono a un prezzo competitivo, perché a Roma Nord mancava una realtà di questo tipo, e pertanto abbiamo voluto crearla dal nulla”. Nove soci tutti uniti in un unico obiettivo, persone che nella vita hanno il loro lavoro in altri ambiti, hanno deciso di dividersi il ‘rischio’ mettendo in conto anche l’ipotesi di non farcela. Invece è accaduto un miracolo: il ristorante piace, la gente ci torna volentieri, ma soprattutto ha creato dei posti di lavoro. Una bella notizia paragonabile a un’isola di salvataggio per dei naufraghi (se vogliamo osare una metafora pertinente), considerando che la situazione italiana attuale propone continuamente messaggi svilenti di attività che chiudono, imprenditori divorati da burocrazia e tasse, e gente che perde il lavoro a causa di quest’ondata di negatività ingestibile. Molo 10, in via Prati della Farnesina a Roma, non è solo un ristorante, ma un esempio virtuoso di buone prassi in ambito commerciale, dove chi ha voluto rischiare sapeva certamente di poterselo permettere, ma l’ha fatto in maniera razionale e coraggiosa. A rendere la cosa ancora più interessante è che l’attività commerciale non è la principale fonte di sostentamento dei soci, che forse ci guadagnano solo i complimenti di chi va a pranzo o a cena, ma in questo nulla che sta mettendo in ginocchio le imprese hanno creato dei posti di lavoro, e dal 2012 a oggi sono stati almeno 30 coloro che hanno portato a casa uno stipendio.

“Cosa rende un ristorante un’azienda di successo?- racconta Andrea Gionchetti, uno dei volti più amati (insieme a Monica e Gianluca) del posto – È un equilibrio complesso, ma non troppo una volta schematizzato: anzitutto tantissima fortuna. Quella fa sempre comodo. In mancanza d’essa,  sembra che aiutino molto un sincero calore coi clienti, onestà nella comunicazione al tavolo, avere dei forti standard, cioè un insieme di procedure, sia in sala che in cucina, che siano ben codificate e facilmente replicabili”. Andrea lavora con una squadra collaudata da tempo, che sa come coniugare la professionalità all’entusiasmo, due qualità molto apprezzate e che hanno dato i loro risultati: “Un bicchiere di vino deve avere sempre la stessa dose, un polpo e patate deve essere sempre croccante, una frittura sempre ben asciutta – continua a spiegare -, tantissimo altro servirebbe per contribuire alla causa d’eccellenza di un ristorante, ma sono certo che concentrandosi su quei pochi punti in elenco il viaggio sarebbe lungo la metà e veloce il doppio”. Non solo semplici posti di lavoro ma anche figure professionali nascenti, la speranza di cui il Paese ha bisogno per non perdere quelle giovani promesse che trovandosi senza prospettive scelgono di andare a vivere all’estero.

 

(Andrea Gionchetti)

Nutrimento per il corpo ma anche per l’anima: una mostra ispirata al mare
Dal 13 ottobre 2018, il Molo 10 ospita una mostra di quadri che rimarrà fissa al locale per un anno: “Il Mio Mare“, a cura dell’artista italiano Roberto La Mantia, un apneista che ama il mare e le sue creature, passione che lo ha portato a realizzare le opere che oggi sono esposte al ristorante di Roma Nord.  “Amo il mare in modo viscerale – dichiara l’artista – ma quello che amo è il mare sotto il pelo dell’acqua, un pianeta sconosciuto e inesplorato come un mondo extraterrestre, dove non esiste gravità e si può volare senza ali.” Le opere sono in perfetta sintonia con la vocazione del posto, dove il pesce è il vero protagonista, e viene apprezzato in tutte le sue versioni: da quella artistica a quella culinaria. La valenza culturale della mostra è tutta da scoprire, trattandosi di un’arte molto particolare, strettamente collegata a una passione personale dell’autore. “La Mantia porta a temine i suoi quadri, ove le cernie, i san pietro, i dentici, le murene, i polpi e le ricciole senza soluzione di continuità passano da un ambiente naturale ad un altro – recita il comunicato stampa – Le cornici infatti sono parte integrante delle opere anch’esse realizzate dall’artista, utilizzando pezzi di vecchi legnami recuperati sulla spiaggia. Roberto La Mantia ama sperimentare le diverse tecniche, dal più articolato acquerello su cemento su tela a quello su carta oltre che realizzare numerosi acrilici su tela: in ciascun caso ciò che sorprende é la verosimiglianza della specie ritratta a confronto con quella reale, il cui aspetto e i movimenti Roberto immortala al pari di un fotoreporter. L’artista perfeziona il suo stile attraverso l’esperienza acquisita durante le immersioni il cui ricordo, anche quando imperfetto e rarefatto, incarna tuttavia la fugacità di quell’esatto momento donando valore aggiunto all’opera”.
Uno dei quadri della mostra ‘Il mio Mare’ esposti
Lara Morano