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MUNICIPIO ROMA 7 - Lucio Conte (Prc) costretto alle dimissioni perché fa il suo lavoro PDF Stampa E-mail
sabato 12 gennaio 2008
Rifondata l'epurazione
Active Image Conte presenta una mozione al Consiglio che democraticamente approva, e Massimiliano Smeriglio - in foto - dall'alto commissariamento romano lo invita sovieticamente a lasciare il partito
 
Oreste GUCCI - Succede che Rifondazione Comunista, nel rifondare un partito con nota eredità storico-culturale, anti democratica, riproponga, su scala locale, il modello della epurazione da soviet. Il VII municipio di Roma è storicamente uno dei più "rossi" della capitale, ma non ci saremmo aspettati di veder rispolverare strumenti stalinisti. A subirne le conseguenze è stato il consigliere Lucio Conte, non a caso in quota Prc: Conte è stato - come oggi (12 gen 08) il Corriere della Sera riporta - costretto a dimettersi dal segretario romano del partito, nonché deputato, Massimiliano Smeriglio, per aver presentato niente di più che una Mozione.
 
La colpa irredimibile di Conte è quella di aver esercitato una funzione prevista - non azzardiamo imposta - dal suo ruolo istituzionale in seno al Consiglio municipale. Conte è stato "democraticamente" invitato dal Partito di Rifondazione "Sovietica" a dimettersi. Tra l'altro, la storia politica di questo sventurato consigliere rifondarolo è quella di un Don Chisciotte dell'integrazione ad ogni costo, anche lì, in un municipio - tra il Casilino e il Prenestino, dove la convivenza tra romani e rom è davvero difficile.
Dunque, per un volta, Conte decideva di gettare la spugna del buonismo umanitar-comunista pensando, attraverso la sua mozione - che altro non è che una proposta rimessa al voto del Consiglio che democraticamente ne valuta gli esiti - di prestar orecchio a quei genitori che chiedevano alle autorità, e alle rappresentanze, di metter fine alla difficile convinvenza  tra i propri figli e quelli dei rom sugli scuola-bus disposti dal municipio. Conte in questo senso ha fatto il suo lavoro, essendo in primo luogo referente dei cittadini regolarmente contribuenti piuttosto che soldato di partito.

E se il compito di un consigliere da che mondo e mondo è quello di prestar orecchio alle richieste dei residenti, Conte è uno a posto con la coscienza, e soprattutto perché la sua mozione, passata e votata positivamente da FI, An e anche due rappresentanti della Sinistra Democratica, non mette a rischio il servizio ai figli dei rom, ma, momentaneamente prevede la separazione: da una parte il bus dei romani e dall'altra quello dei rom. Giusto per evitare furti, violenze, e incomprensioni a tutela di chi, fino a prova contraria, le tasse per il servizio del bus scolastico, le paga regolarmente.
La reazione di Smeriglio, in buon ricordo di nonno Stalin, è stata la radiazione dal partito del Trotzkij de' noantri.

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