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Alberto Donatelli, cantautore e compositore PDF Stampa E-mail
Cultura & Scienza
Mercoledì 17 Febbraio 2010 23:29
di Giuseppe Lorin - Sulle orme di Gianna Nannini nella sua originalità, nell’ascolto di Jacques Brel Eppure nella sua macchina ci sono più dischi di Vasco Rossi che non quelli di Gianna Nannini le cui canzoni lo hanno inebriato, ammaliato, sedotto, ipnotizzato. Le parole dei suoi testi musicali ed alcuni echi vocalici evocano i ritmi e l’aggressività grintosa della nostra cantautrice nazionale. Intime questioni accennano a queste tematiche: “…nessuno mai potrà calpestarti, nessuno mai dovrà sradicarti…” parole incisive, toni quasi bisbigliati, frecciate di suoni che giungono al cuore; tutto questo in “Sei un fiore”; eppoi la storia di un rapporto: “…forse dovrei stare meglio perché non mi fai più incazzare! Dove vado se non sei qui vicino a me?.....” in “Va bè”; un pizzico di “feticismo” con 8 maglioni diversi, per sottolineare la durata del rapporto di 8 stagioni.

 

Alberto Donatelli ci riporta a quella tradizione del menestrello di corte che rammenta a chi lo ascolta passi inequivocabili del fluire delle esistenze. Nella sua scia filosofica non può mancare il “memento homo” con la frase “sarai merda, vermi e fango lì nel marmo!” In questo periodo di quaresima nell’attesa della Pasqua è in divulgazione il CD “Non calpestare il mio giardino” prodotto da Massimo Coppola e Alberto Donatelli che racchiude ben 10 testi unici ed originali con musiche dell’autore eseguite al Piano/Hammond da Alberto Bolli, alla chitarra solista da Roberto Franzò, al basso da Fabrizio Corso e alla batteria da Francesco De Chicchis. Interessante la realizzazione grafica, del CD e Booklet, di Claudio Cianfoni e dei quadri di valenza erotica del pittore Giuseppe C. Militello. Si avverte comunque nella scelta fotografica del CD, la sensibilità filosofica di Alberto Donatelli che ha voluto raffigurare il nostro corpo scatola in una giacca vuota abbandonata su di una panchina, dove forse un’altra entità entrerà dentro quella scatola, che poi si rianimerà nuovamente, così come in una continua catena di esistenze. C’è un po’ di Jacques Brel nei suoi testi ed in questo in particolare: “…me ne frego dei commenti tuoi, me ne frego e sono cazzi miei… Me ne frego di certi sbagli miei, me ne frego, io li rifarei!” L’aggressività verbale verso un amore non compreso, la delusione di un rapporto, l’incapacità di essere se stessi e di comunicarlo all’altro, le remore sociali, il crollo di aspettative e di valori fanno si che Alberto Donatelli rappresenti quell’aedo ricetrasmittente di una società in decadenza ed alla quale ci si immedesima per giustificare le proprie colpe alla ricerca di una sua identità esistenziale. Ottimo autore musicale Alberto Donatelli che potrebbe stare al servizio delle migliori ugole del patrimonio nazionale. Per L’UNICO, Giuseppe Lorin, www.lunico.eu

 

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