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Inches(PdL): "Degrado in Via Foce Dell'Aniene"
Lunedì 23 Novembre 2009 18:10

"Dopo avere denunciato alla Procura della Repubblica – che ha aperto un fascicolo – l’estorsione che i nomadi di Via del Foro Italico compiono ai danni della comunità filippina residente in Via Foce dell’Aniene, imponendo loro il pagamento dell’acqua comunale fornita dal Comune, ho voluto conoscere queste persone, insieme al consigliere straniero aggiunto nel II Municipio, Alexander Malabrigo.

 

In Via Foce dell’Aniene vivono circa un centinaio di persone, compresi i minori e due famiglie italiane, in maggior parte di nazionalità filippina; sono ben integrati nella nostra Città, lavorando gli uomini come operai e le donne impiegate come colf e badanti; il popolo filippino è di natura molto mite e rispettoso, e molto benvoluto dai “vicini” romani, i quali vantano una tradizione di due generazioni come pescatori d’anguille nel Tevere.

Tutti hanno ricevuto regolare residenza anagrafica presso gli uffici municipali.

L’eredità ricevuta dalle precedenti amministrazioni di sinistra è sconvolgente, e dimostra quanto sia stato irresponsabile ignorare questa comunità, che dagli anni 90 è aumentata, con numerosi nuclei familiari, dove sono nati bambini, che frequentano le scuole, senza avere mai ricevuto alcuna forma di assistenza dalle istituzioni, ad eccezione delle utenze elettriche.

Nonostante le avversità, queste persone riescono a portare avanti un’esistenza dignitosa, su una strada senza via d’uscita, priva della rete fognaria, dell’acqua e dell’illuminazione; durante le piogge, il transito è reso difficoltoso dalle pozze d’acqua che si formano sull’intera carreggiata; in caso di piena del Tevere, è molto alto il rischio di esondazione, che potrebbe travolgere tutte le abitazioni; nel precedente inverno, poco dopo la confluenza dell’Aniene nel Tevere, si è verificato uno smottamento del terreno sottostante le loro baracche, dando adesso l’immagine di un presepe affacciato a strapiombo sul fiume, facendo vivere i filippini in una situazione di estremo pericolo.

Insieme al consigliere aggiunto, abbiamo protocollato una interrogazione al Presidente del II Municipio, informando della grave situazione esistente in Via Foce Dell’Aniene, richiedendo un impegno scritto, su come intende attivarsi presso tutti gli uffici competenti, per far arrivare in questa località la rete fognaria, l’acquedotto comunale, e sistemare la carreggiata stradale.

Quando sono stato eletto Consigliere Municipale, non avrei mai immaginato che potessero esistere località abitate, prive dell’acqua e delle fogne nel II Municipio, soprattutto in una località distante poche centinaia di metri dall’elegante quartiere dei Parioli, e addirittura a pochi metri, via fiume, dal potente circolo Canottieri Aniene; io mi batterò per sostenere questi cittadini, che, a differenza dei loro “vicini” nomadi, non si trovano in maggior parte agli arresti domiciliari, non delinquono, e sono una risorsa per tante famiglie romane che hanno aperto le abitazioni a gente per bene ed onesti lavoratori.

Sembra incredibile, ma quando li ho conosciuti mi avevano solo richiesto di non dover più pagare l’acqua comunale agli zingari, senza pensare che quello di cui hanno bisogno, è il minimo indispensabile per la sopravvivenza di un essere umano, e che la nostra Città è in debito con loro da anni.

Mi rivolgo alla stampa romana, per appoggiare questa mia battaglia appena iniziata, che dovremo vincere tutti insieme, in nome della civiltà e dell’accoglienza che meritano tutti i cittadini del mondo, che vengono da noi per lavorare e vivere in pace in Italia".

Lo dichiara, in una nota, il Consigliere PdL Massimo Inches

 

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