di AUGUSTO D'AMANTE (L'UNICO) - E' stato arrestato questa mattina a Roma l'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto nell'inchesta sugli impianti eolici da creare in Sardegna. La procura capitolina ha anche disposto l'arresto per Pasquale Lombardi, ex esponente Dc, e dell'imprenditore Arcangelo Martino, arrestati questa mattina a Napoli.
L'ipotesi di reato è quella di associazione a delinquere e di violazione degli articoli 1 e 2 della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Le indagini, coordinate dal maggiore Bartolomeo Di Niso, erano legate alle operazioni di un presunto comitato di affari che avrebbe gestito l'assegnazione di una serie di appalti pubblici in Sardegna per la creazione di parchi eolici. Risulta essere coinvolto anche il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellaci.
Una storia ricca di misteri, quella di Flavio Carboni, condotto questa mattina al carcere di Regina Coeli di Roma. Alle spalle una condanna a 6 anni e 8 mesi per il fallimento del Banco Ambrosiano e una serie di assoluzioni: quella dall'accusa di concorso nell'omicidio di Roberto Calvi, per cui il pm aveva chiesto l'ergastolo; quella dall'accusa di essere stato il mandante del tentativo di omicidio di Roberto Rosone, vice di Calvi al Banco Ambrosiano; dall'accusa di ricettazione e da quella di falso e truffa ai danni del Banco di Napoli.
78 anni, Carboni ha iniziato ad avere un grande successo economico negli anni Settanta muovendosi anche nel mondo dell'editoria: possiede, infatti, il 35% delle azioni della "Nuova Sardegna" ed è editore di "Tuttoquotidiano". Il suo primo arresto risale al 1982 in Svizzera, e da allora è un entrare e uscire dai fori giudiziari. Le indagini compiute negli anni dai PM, hanno evidenziato gli stretti legami che Carboni aveva con associazioni mafiose e con la banda della Magliana. Ma la sua storia è intimamente connessa alle vicende del Banco Ambrosiano e a quelle relative alla morte di Calvi. Il suo nome compare anche in altri casi: il sequestro Moro, quando avvicinò esponenti DC chiedendo l'intervento della mafia per liberare lo statista; i suoi legami con Licio Gelli, Francesco Pazienza e la Massoneria di Armando Corona. Inoltre Carboni compare nel dossier pubblicato dall'"Avanti" che sosteneva il legame tra Stefania Ariosto e i servizi segreti. Infine il suo nome è comparso anche nell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, tanto che è stato ascoltato dalla Procura di Roma come testimone il 4 febbraio scorso. I magistrati lo hanno interrogato soprattutto alla luce dei suoi legami col Vaticano e con la Banda della Magliana. Questi ultimi sono stati sempre negati e smetiti da Carboni stesso che ha affermato trattarsi di rapporti con persone di cui non si conosceva l'appartenenza ad una banda di criminali.
Consegnato alle prime luci dell'alba al carcere di Regina Coeli, il legale di Carboni, l'avvocato Renato Borzone, ha fatto sapere che farà ricorso immediato al Tribunale contro il provvedimento che è stato notificato all'imprenditore. (L'UNICO)