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Caso Cucchi, non riammesso medico che diagnosticò gravità PDF Stampa Email
Venerdì 30 Luglio 2010 18:26

(L'UNICO) "A dicembre del 2009, dopo il ritorno dal mio viaggio di nozze, ho tentato di rientrare in servizio a Regina Coeli dove lavoravo come medico di guardia ininterrottamente da sei anni e non ci sono riuscito." Lo riferisce Rolando Degli Angioli, il medico che visitò Stefano Cucchi al suo ingresso a Regina Coeli il giorno dopo l'arresto, diagnosticandogli un pericolo di vita e che, in seguito, ha segnalato di aver subito pressioni per autosospendersi dal servizio. Cucchi morì il 22 ottobre 2009 nell'ospedale Sandro Pertini una settimana dopo il suo arresto.

Per la sua morte, la Procura ha indagato 13 persone tra medici, infermieri e agenti penitenziari. Per accertare le eventuali pressioni sul medico e possibili collegamenti con il caso Cucchi, il 22 dicembre scorso la Procura di Roma ha aperto un fascicolo. "Da sei mesi ormai sono senza lavoro e non riesco a spiegarmene il motivo. Ho sempre lavorato con i detenuti e non lo posso più fare. Mi auguro che la Procura di Roma faccia chiarezza al più presto su queste che spero siano delle semplici coincidenze. Credo e continuerò sempre a credere nella legge", dichiara il medico. Degli Angioli ha anche affermato di aver avviato "un tentativo di conciliazione - attraverso il suo avvocato Carlo Pereno - circa un mese fa con la Asl Rm A, la dirigenza sanitaria di Regina Coeli e la commissione provinciale del Lavoro, per la riammissione e il risarcimento dei danni subiti." (L'UNICO)

 

 

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