Intervista al segretario della Lega sezione Ponte Milvio

Da via Gradoli a Prima Porta. Dalla Metro C agli asili nelle aziende. E poi l'importanza a Roma nord delle sezioni sul territorio. Ecco in cosa la Lega si differenzierà dal Movimento 5 Stelle

Riccardo Corsetto, a destra. A sinistra, il senatore Lega William de Vecchis

Riccardo Corsetto, la Lega è tornata a manifestare in Via Gradoli. La via del caso Moro e del caso Marrazzo. Un evergreen?

“Direi piuttosto un disco rotto. Sono anni che le amministrazioni di destra e sinistra promettono di risolvere la questione e poi non se ne fa nulla. A quanto pare anche le intenzioni del M5S paiono deboli e timide. Abbiamo una settantina di cantine abusivamente adibite ad abitazioni civili, con dentro impianti a gas non a norma, in cui vivono, dormono e cucinano nuclei familiari fino a cinque persone in soli 12 metri quadrati. Un pericolo per la sicurezza dei residenti che vivono in quei condomini. Un dovere bonificare.”

 Perché secondo lei una situazione di evidente illegalità finisce per essere puntualmente tollerata?

“Perché agli amministratori del nostro territorio e del nostro tempo è sempre mancata la volontà politica. Le faccio un esempio molto banale. Ha visto cosa è successo con il campo nomadi River a Prima Porta? Salvini ha annunciato di farsi un giro intorno al campo rom, e la Raggi, spaventata di vedersi superare nel gradimento, ha subito sguinzagliato il comandante Tonino Bronson Di Maggio chiudendo quella vergogna di campo nomadi dove i ragazzini si selfavano con pistole e banconote su cofani di auto sportive, in un quartiere dove per gli italiani non arriva nemmeno l’AMA e l’acqua corrente.”

Quante persone ci sono in questi locali in via Gradoli? 

“Non glielo so dire, ma ipotizzando almeno due/tre persone in media per cantina, parliamo di almeno 250 persone, che utilizzano bombole a gas e stufe elettriche dentro cantine senza finestre. Ogni tanto i pompieri devono correre a spegnere principi di incendio.”

Negli anni sono state presentate decine di esposti.

“Il comitato di quartiere, tenacemente guidato dallo storico presidente Lucio Maria Frizzoni, ne ha presentati a iosa. Il sottoscritto ne ha presentato uno personalmente a novembre del 2011. Dopo sette anni siamo ancora qui a parlare dello stesso fenomeno.”

La battaglia la state conducendo come Lega.

“Abbiamo aperto la prima sezione romana della Lega a Ponte Milvio, nel quartiere storico di Enrico Berlinguer. Dai primi di ottobre ad oggi abbiamo iscritto oltre 500 persone. Ci hanno chiamato da Prima Porta i residenti disperati per i rom accampati davanti alla Stazione. Siamo stati nel consorzio Case e Campi, dove c’è stata l’evacuazione della Scuola materna, e abbiamo trovato carte della Procura risalenti al 2009 che confermano che si è costruito su un fosso demaniale non bonificato. In tre mesi siamo stati su Rai Tre, tre volte su la7, ripresi da il Tempo di Roma, Libero e il Fatto quotidiano per le battaglie di verità sulla scuola ma anche per l’inaugurazione della sezione. Ci chiamano perché ci considerano ‘un’anomalia’. In realtà noi abbiamo sempre saputo che quel che diceva l’ex sindaco Veltroni, sulla morte delle sezioni politiche, era assolutamente un falso. I “partiti leggeri”, senza sezioni territoriali, sono destinati a estinguersi. La gente ci sta chiedendo di tornare sul territorio con presidi stabili, dove cittadini e parlamentari possono incontrarsi e confrontarsi.”

Il 15 novembre avete inaugurato davanti a 250 persone e c’era anche un Senatore. Inno d’Italia e benedizione di un monsignore.

“Cosa c’è di più bello? Creare un luogo politico dove il cittadino e il politico nazionale si incontrano e discutono? Questo è il modo di fare politica che la Lega vuole imporre. Il primo dicembre i nostri militanti erano impegnati in un gazebo informativo. A un certo punto si è presentato un signore alto e robusto. Era il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon. Solo nelle sezioni è possibile creare questi miracoli. Le persone si allontanano dalla politica da quando la politica si è allontanata dalle sezioni per rinchiudersi nella torre d’avorio o nelle sale convegni dei grandi Hotel. Cosa c’è di più noioso di un politico che recita un monologo in una sala d’albergo. La sezione invece è dialogo, vitalismo, comunità, partecipazione. Spontaneismo. C’era un tempo in cui i segretari di sezione erano più importanti del deputato, perché avevano il contatto reale col territorio. Dobbiamo tornare a quel modo di far politica. In questo peraltro la Lega può differenziarsi dal Movimento 5 Stelle, che sembra invece destinato a non saper uscire dal web.”

Avete iscritto Giuseppe Russo, il papà di Vanessa, la ragazza uccisa a Termini con un’ombrellata da una prostituta romena che è già libera dopo sette anni.

“Giuseppe è una persona molto generosa. Abbiamo cercato di avere molto tatto nel gestire il suo ingresso in sezione, perché l’ultima cosa che vogliamo è strumentalizzare una tragedia immensa come quella capitata alla sua famiglia. Però è nostro dovere anche accogliere chi vuol sinceramente partecipare al progetto di Matteo Salvini, e insistere politicamente sul traguardo della certezza della pena e sul diritto alla sicurezza. Doina Matei, l’assassina di Vanessa, non doveva essere in Italia e doveva scontare 16 anni. Invece si trovava in Italia a delinquere e di anni ne ha scontati solo sette: oggi lavora in un cooperativa a Venezia. Lo Stato le ha anche trovato un lavoro. Il caso giudiziario di Vanessa Russo è uno dei tanti in cui Caino vince sempre a scapito di Abele. La storia però adesso deve cambiare.”

Tornando a via Gradoli. Come si risolve?

“Ci auguriamo che chi sta amministrando Roma oggi mantenga le promesse. Altrimenti saremo costretti a fare noi fra due anni e mezzo quello che non faranno loro.”

Che altro avete in mente per Roma nord?

“Metro C fino alla Giustiniana. Magari senza scavare, con binari sospesi, come in Giappone, visto che il parco di Veio riserverebbe sorprese archeologiche bloccando i cantieri ogni cento metri. I cittadini della Cassia non possono aspettare anni. Passiamo tutti un terzo della vita al volante. Poi vogliamo costruire asili nido per rispondere a tutte le domande di iscrizione da parte delle giovani famiglie. Sarebbe bello obbligare le aziende con più di dieci dipendenti ad averne uno inhouse. Bisogna poi ampliare le funzioni di controllo e sorveglianza della polizia municipale che oggi è svilita in attività di riscossione e di scarso impatto sociale. I nostri agenti municipali possono garantire maggiore sicurezza ai nostri quartieri, incidendo sul numero di furti in città.”

La Raggi si ricandiderà al prossimo giro di giostra?

“Non penso lo faccia. Sono sicuro che il prossimo sindaco sarà di area sovranista. Quasi il 40% dei romani ormai è con noi. Abbiamo il dovere di non deludere le loro aspettative lavorando incessantemente con dedizione, competenza ma anche con tanta umiltà. Cosa che ai politici delle ultime generazioni è mancata troppo spesso. E non c’è niente di peggio dell’incompetenza unità all’arroganza.”