Lega e Cinquestelle, divisioni sulla Tav. Salvini: “E’ più utile andare avanti che tornare indietro”

Il governo gialloverde viaggia su due rette parallele, lo ha dimostrato più volte dando l'impressione di giocare una gara a staffetta per l'attuazione dei singoli provvedimenti. La Tav è programma di centrodestra, e se il carroccio la caldeggia, i pentastellati mostrano delle riserve che in qualche caso diventano dei veri e propri 'no'. Come andrà a finire? La visita del vicepremier leghista ai cantieri di Chiomonte è un messaggio forte, tanto quanto lo è l'assenza del collega Dimaio che questa mattina era a Montecitorio

Fare o non fare la Tav (Alta velocità Torino- Lione), è la partita tra Lega e Cinquestelle, che in questa situazione lasciano trasparire più che mai le loro posizioni completamente diverse, se non opposte. Ambientalisti e conservatori da una parte, progettisti e innovatori dall’altra. Matteo Salvini è stato in visita ai cantieri della Tav a Chiomonte, mentre Luigi Dimaio non si è presentato,  dichiarando che “non c’è nulla da vedere“. Cosa ne sarà dunque dell’opera? “Quello sulla Tav è un dibattito anacronistico, un’opera che nasce vecchia e ormai fuori fuoco rispetto alle esigenze del Paese – afferma la deputata del Movimento Cinquestelle Federica DagaDobbiamo concentrare risorse e attenzione sulle tante opere che creano benessere diffuso e mettono davvero in moto persone, merci ed economia. Uno degli aspetti che non si considera mai è che più volte esperti e docenti universitari hanno segnalato i rischi per le falde acquifere del territorio interessato dal progetto”. Il Centrodestra che occupa i banchi della minoranza continua a spronare Salvini, chiedendogli di non tradire il programma elettorale, e il Ministro da parte sua si schiera a favore dell’infrastruttura senza mostrare segni di indietreggiamento. “Apprezziamo presenza Salvini a cantiere TAV per portare solidarietà a Forze dell’Ordine (così può anche spiegare ai grillini che un cantiere c’è)– scrive su Twitter la capogruppo di Forza Italia alla Camera Mariastella Gelminiora però dalle parole passiamo ai  fatti. Dopo Chiomonte, prossima tappa palazzo Chigi: Lega imponga  sblocco dell’opera a governo”.

Nel contratto di Governo c’è scritto che l’opera va rivista, e questo si può fare – dichiara il Ministro Salvini – : a carico degli italiani sono previsti 4 miliardi e 700 milioni di spesa, di cui tre miliardi per il tunnel, e un miliardo e sette per altre opere. Altre opere che, come dicono i cinquestelle possono essere riviste, si può risparmiare un altro miliardo che può essere investito sulla metropolitana di Torino, ma se tu hai scalato 25 kilometri di galleria sotto una montagna e hai speso alcuni miliardi, mi sembra più utile andare avanti e non tornare indietro“. I Cinquestelle però non sembrano voler mediare, e se è no è no:  “Il progetto non va solo rivisto, ma cancellato – afferma Valentina Sganga, capogruppo M5S in Consiglio comunale a Torino – La visita di Salvini a Chiomonte è una inutile provocazione che mette a rischio il governo”.

Lara Morano