L’intervista a Berlusconi che costò 100 mila euro alla Rai

...e la direzione del Tg2 al direttore Mario De Scalzi, l'inventore del primo rotocalco televisivo di cronaca bianca 'Costume e Società'

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Scartabellando un po’ di documenti spunta una sentenza della Corte dei Conti del 2013 che crediamo giusto raccontare. Non che sia la notizia del secolo ma riguarda il servizio pubblico e i personaggi in campo sono noti. Uno in particolare, Silvio Berlusconi. Quindi andiamo ai fatti.

La Rai nel maggio del 2011 è costretta a pagare 100 mila euro come multa per un’infrazione della Par Condicio comminata dall’Agcom. E’ il 20 maggio del 2011 e siamo nel mezzo della campagna elettorale per le amministrative quando l’autorità di garanzia delle comunicazioni impone alla Rai il pagamento della multa per un’intervista all’ex premier Silvio Berlusconi realizzata dal TG2 – dice l’autorità – sforando i limiti concessi dalla legge.

Mamma Rai salda il conto ma ad aprile del 2013 la Procura regionale cita davanti alla Corte dei Conti il giornalista Mario De Scalzi Da Pozzo – che all’epoca dei fatti è direttore ad interim del TG2, ritenendo – si legge in sentenza – che “il pagamento dei 100 mila euro, maggiorati di rivalutazione ed interessi legali, costituisca un danno erariale per la Rai del quale deve rispondere il giornalista”.

La Procura sembrerebbe ribadire il principio sacrosanto che chi sbaglia paga. Ammesso, però, che lo sbaglio sia accertato. La Rai allora contesta la sanzione davanti al TAR rilevando il carattere di non ‘definitività’ della sanzione, e chiedendo la sospensione del giudizio contabile in attesa della decisione del giudice amministrativo.

Ma nel frattempo Viale Mazzini partecipa anche, insieme alla Procura, per danno erariale nei confronti del direttore De Scalzi, poiché – dice agli atti l’avvocato Emanuela Rotolo difensore Rai – “l’azienda ha fornito a tutti i direttori idonee direttive orientate al pieno rispetto del quadro normativo vigente e specifici richiami al rispetto della par condicio televisiva in campagna elettorale.”

Alla fine la Corte dei Conti con una decisione di Camera di Consiglio del 21 novembre 2013, firmata dal Presidente Ivano De Musso, decide per la sospensione del processo in attesa della decisione del Tar. In soldoni se il giudice amministrativo ritenesse inesistente l’infrazione del Tg2, la sanzione dell’Agcom diventerebbe illegittima e De Scalzi sarebbe sollevato dal danno erariale.

E mentre attendiamo di sapere chi pagherà alla fine questi 100 mila euro, se la Rai o piuttosto Mario De Scalzi, vi raccontiamo come andò a finire al Tg2.

Il direttore lasciò la Rai passando a Mediaset nemmeno due mesi dopo la contestata intervista a Berlusconi, e venne nominato vicedirettore del Tg5.

Dopo tutto De Scalzi era stato sostituito tempestivamente con Masi proprio pochi giorni prima che scattassero i tre mesi di vicedirezione ad interim che gli avrebbero garantito la direzione effettiva per effetto di una norma interna alla Rai. Insomma un incidente che gli impedì, per la seconda volta dopo l’avvicendamento con Mario Orfeo, di arrivare al comando della seconda testata Rai. Insomma un divorzio quello con la Rai che si fece inevitabile. Ma adesso chi paga? (L’UNICO)

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