Mafia Capitale, richiesti ulteriori 24 rinvii a giudizio

Molti dei rinviati a giudizio avevano già partecipato al maxiprocesso, ma a seguito della scoperta di ulteriori elementi compaiono anche nuovi nomi.

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L’inchiesta Mafia Capitale prosegue con 24 nuovi rinvii a giudizio. Nel centro del mirino carabinieri, funzionari e politici corrotti da Carminati e Buzzi; molti di loro hanno già preso parte al processo principale, al quale sono stati aggiunti altri elementi. Tra i nuovi nomi compare quello di Francesco D’Ausilio, ex Capogruppo del PD al Campidoglio, e il capo della segreteria Salvatore Nucera, accusati di atti contrari ai doveri d’ufficio e corruzione.

D’Ausilio e Nucera avrebbero “facilitato sul piano politico istituzionale l’aggiudicazione delle procedure negoziate indette dal Dipartimento Tutela Ambiente”, ricevendo in cambio “la promessa di corresponsione del 5% del valore dei lotti assegnati”. Per i loro servizi, i due ricevevano somme oltre i 12.000 euro. Gravi accuse anche per Giampaolo De Pascali, il carabiniere che sarebbe stato l’informatore delle coop riguardo i procedimenti in corso in procura, e per Giovanni Tinozzi, ristoratore accusato di aver messo in contatto De Pascali e Buzzi.

Tra i restanti nomi c’è anche Brigida Paone, che avrebbe permesso alle onlus (tra le quali quelle intestate a Buzzi) di godere di grossi sconti e legittimazioni all’acquisto; Stefano Venditti, Presidente della lega delle coop del Lazio; Marco Bruera, addetto all’elaborazione della documentazione falsata che giustificava gli introiti nelle casse delle fondazioni, e Alfredo Romani, responsabile dell’Ufficio Immigrazione del Dipartimento Politiche Sociali.

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