Magliano Sabina, bagarre su bilancio. Lega abbandona aula

Lega all’attacco per le modalità “irregolari” dell’approvazione di bilancio

Si è riunito giovedì 18 il Consiglio Comunale di Magliano Sabina, dedicato all’approvazione del bilancio consuntivo del comune. Una seduta animata, che ha portato la Lega ad abbandonare l’aula prima della conclusione del Consiglio.

Il partito di Salvini, in particolare, lamentava il mancato rispetto del Tuel (testo unico per gli enti locali, ndr) nelle modalità di approvazione del rendiconto. La normativa, infatti, poiché il bilancio di un comune è un documento complesso, prescrive che la relativa relazione del Revisore dei Conti arrivi almeno 20 giorni prima della votazione a tutti i consiglieri, così che possano avere il tempo di analizzarlo e quindi votarlo con consapevolezza. Principio, peraltro, stabilito anche dall’articolo 61 del regolamento comunale di contabilità.

Questi tempi però non sono stati affatto rispettati dalla giunta Falcetta, minando – ha denunciato la Lega – il diritto dei consiglieri di studiare con calma e attenzione il documento da votare. La Lega, attraverso il Capogruppo Riccardo Corsetto che ha preso parola sul punto all’inizio del consiglio, ha quindi chiesto al sindaco e alla maggioranza di prorogare la votazione del bilancio, visto che il parere del revisore dei conti non è arrivato nei tempi previsti. Il primo cittadino, però, pur ammettendo il non rispetto del Tuel, ha deciso di procedere comunque con la votazione. Il gruppo leghista ha a questo punto deciso di abbandonare l’aula, valutando di ricorrere al TAR, che in casi simili ha in passato annullato l’approvazione dei rendiconti comunali.

Il sindaco Falcetta ha motivato la fretta di procedere all’approvazione del bilancio mettendone in evidenza la necessità per poter disporre dei flussi di cassa, a partire da quelli utili per gli stipendi dei dipendenti comunali.

“A Magliano – ha tuonato sui social Riccardo Corsetto – è stata violata una regola di democrazia che qualsiasi tribunale sanzionerebbe, e la violazione è stata commessa in piena consapevolezza da questa maggioranza”.

Francesco Amato