Magliano Sabina, mercoledì 12 il primo consiglio comunale

Il neosindaco Giulio Falcetta dovrà sciogliere due nodi: a chi assegnare l'incarico di vicesindaco rivendicato dall'oculista Domenico Gatti ma anche dal PD. Poi c'è il nodo delle due donne in giunta come imposto dal TUEL. Sceglierle entrambe dall'esterno significa contravvenire al regolamento comunale che consente solo un assessore nominato tra i non eletti in consiglio. Quindi qualcuno degli eletti potrebbe essere "costretto" a dimettersi per far spazio a Claudia Cingolani, prima dei non eletti

È stato il consigliere più votato nella lista guidata dal neo eletto sindaco Giulio Falcetta, Domenico Gatti, oculista presso la Casa della Salute di Magliano Sabina, con i suoi 133 voti di preferenza. Secondo solo a Gianni Montini della Lega eletto all’opposizione con 184 preferenze.  Sulla sua pagina Facebook, Gatti nei giorni scorsi aveva scritto che:

“A Magliano Sabina sono stato il candidato più votato (il secondo per la verità, appunto dopo Montini, ndr), rappresentando un più che valido aiuto per la lista Magliano Futura Insieme, che ha portato alla vittoria Giulio Falcetta. Rivendico ora un ruolo da vicesindaco con delega alla sanità. Una decisione attesa, visto l’apporto fondamentale offerto nella tornata elettorale e vista la fiducia in me riposta dai cittadini”.

Ma il post potrebbe non essere andato giù a qualcuno della nuova maggioranza, primo fra tutti Emanuele Eroli, che rivendicherebbe – secondo fonti di casa Pd – proprio la carica di vicesindaco, come compensazione naturale del supporto dato dal Partito Democratico alla lista civica di Falcetta, per il quale la locale sezione dem aveva suscitato qualche perplessità. Va ricordato, infatti, che Eroli fino al 26 maggio giorno delle elezioni ricopriva in consiglio il ruolo di capo dell’opposizione alla giunta Graziani di cui Giulio Falcetta era vicesindaco.

Il primo consiglio dell’era Falcetta è stato convocato però fra pochi giorni: il 12 giugno alle 18.30 a palazzo Vannicelli ci sarà la prima seduta della nuova gestione. Alla lista Magliano Futura sono andati 8 consiglieri, mentre la Lega Salvini avrà 4 consiglieri all’opposizione, tra cui l’unica donna eletta: Giorgia Pavan. Basterà attendere quindi la serata di mercoledì per scoprire come il neoeletto sindaco saprà “ricomporre” gli animi di una maggioranza nata dall’unione di ambienti diversi.

QUOTE ROSA, L’ALTRA GRANA PER IL NEO SINDACO

Su Giulio Falcetta pende inoltre un altro problema: le donne. Nessuna delle sue candidate è stata eletta. L’ex assessore Eleonora Berni, Carla Camerlengo e Claudia Cingolani sono rimaste fuori dal consiglio. Ma il Testo Unico sugli Enti Locali (TUEL) prevede che gli statuti comunali stabiliscano norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna e per garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte (art. 6 TUEL). A Magliano quindi ci vogliono per legge due donne in giunta, nel rispetto del principio di pari opportunità tra i sessi (art. 46, c. 2, TUEL). L’art. 1, c. 137, della legge n. 56/2014 ha previsto che “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico.

Pertanto Falcetta dovrà “pescare” dall’esterno almeno due signore, e la scelta potrebbe presumibilmente ricadere sulla stessa Berni e su Camerlengo e Cingolani. C’è anche l’incognita Antonella Chieti, segretaria locale del Pd, che molti davano assessore in pectore per la neo giunta. Un ripescaggio non semplicissimo, però, perché il regolamento comunale di Magliano non consente la nomina di due assessori dall’esterno, e pertanto Falcetta potrebbe trovarsi nella scomoda situazione di dover far dimettere un consigliere eletto, per far spazio alla prima donna non eletta, Claudia Cingolani. L’alternativa è contravvenire al regolamento comunale o al Testo Unico degli enti locali. La seconda ipotesi è impossibile: perché già in passato i tribunali amministrativi e i Consigli di Stato hanno imposto ai sindaci il rispetto del Tuel. Insomma, primo consiglio in salita per la neo giunta, su cui peraltro incalza la Lega, per il caso dell’acqua “non conforme” nelle case a Chiorano, e le analisi eseguite dal partito di Salvini e che hanno sollecitato il controllo da parte di ASL e APS di alcuni campioni prelevati nei giorni scorsi, non a Chiorano ma in centro storico.

Francesco Amato