Riccardo Corsetto, segretario Sezione Lega Ponte Milvio

Cari amici,

abbiamo ucciso il vicebrigadiere Mario Cercello Rega, un disgraziato in divisa che per mille euro al mese è costretto dal suo Stato a combattere il barbaro invasore, praticamente a mani nude. Perché sparare a un criminale col coltello per il giudice non sarebbe difesa legittima. Si era sposato un mese fa Mario, e presto avrebbe avuto dei figli, un futuro da coltivare, degli amori da crescere, dei sogni da realizzare o quantomeno da custodire. Perché non sempre tutto ciò che sogniamo s’avvera. Ma sognare è già un dono. Ma puoi goderlo solo con la vita. Abbiamo ucciso noi Mario, vicebrigadiere dell’arma di 35 anni. Lo abbiamo ucciso con la nostra incapacità collettiva di capire la differenza che passa tra l’accoglienza e il masochismo. La differenza abissale tra la pietas cristiana che impone l’aiuto ai deboli, ai fragili, ai diversi, e questo bastardo integrazionismo ideologico che non genera pace, ma solo aberrazione, morte, cattiveria.

Oggi sta provocando rabbia. Una rabbia infinita. E sapete qual è il dramma nel dramma? Che non c’è solo la notizia di cronaca della morte di un giovane Carabiniere caduto, Mario Cercello Rega, che già da sola fa malissimo, ma il fatto che da oggi saremo tutti più cattivi, tutti più razzisti e xenofobi, tutti più intolleranti contro questa invasione di zoombie che giungono qui senza un passato e che per questo non possono avere futuro. Solo la prospettiva crea integrazione, (l’Africa è un Paese dove la Storia non esiste, fatta di ritualità bestiali, culturalmente interessante se vista in un documentario antropologico, ma pericolosamente inconciliabile se importata in massa nella nostra società. Va detto, forse, che anche su questo fronte la colpa è nostra. Dell’Europa. Se la civiltà non è approdata in Africa, quando il colonialismo avrebbe potuto diffondere la civilizzazione anziché l’imperialismo. L’incapacità di noi europei di esportare un colonialismo civilizzante, positivo, come solo forse il fascismo tentò di fare (si pensi all’esperienza di Asmara, in Eritrea, una città dove gli anziani ancora ringraziano gli italiani).

La miopia occidentale sta trasformando dei giovani provenienti da un paese lontano in assassini rabbiosi. La sinistra è colpevole del reato di istigazione al delitto. 

Credo che la mia rabbia di oggi, sia la vostra. Questa cattiveria porterà nella prossima settimana tanti voti aggiunti a Salvini, ma non me ne felicito. Noi abbiamo perso un carabiniere ma anche ogni ulteriore possibilità di indulgenza. L’Italia è per troppo tempo stata un popolo di buonisti finti samaritani, e anche di ingenua ignoranza, che sta trasformando giovani africani, e mediorientali, in zoombies romeriani. Con i quali prima o poi arriveremo ad uno scontro diretto, per non dire totale. Davanti alla sezione di Ponte Milvio ho smesso di discutere con tanti passanti che concedono questua a questi ragazzi con la scopa. “Ma puliscono i nostri marciapiedì, cosa che l’Ama non fa”. Dice qualcuno che regala la moneta da un euro. “Ma l’Ama almeno non traffica droga, armi e corpi”. Il residente di Ponte Milvio ti guarda come Rosa Luxemburg guarderebbe Alfred Rosemberg. Ma noi non siamo razzisti. Lo stiamo diventando per colpa di questa folle visione che propaganda l’ammucchiata tra i popoli.

L’INTEGRAZIONISMO IDEOLOGICO GENERA RAZZISMO DI REAZIONE

La sinistra ha per decenni alimentato le condizioni ideali per lo scontro di civiltà, di pelle, di colore, di cultura, di censo, di ceto. Tutte le mattine apro la sezione Lega a via Riano a Ponte Milvio. Da un anno un manipolo di senza tetto e senza Dio vive sbracato davanti alle Poste e all’Asl. Prima erano in una baraccopoli abusiva innalzata proprio dietro il ristorante Fratelli La Bufala, in via Castelnuovo di Porto. Tra il concessionario Jaguar e il River Chateu Hotel. Un atollo di povertà che alla fine i residenti sono riusciti a far tirare giù con le ruspe. Giustamente. Il risultato è che adesso queste persone vivono buttate sul marciapiede: avvolte in una coltre di indecenza e lezzo di orina che nausea chiunque passi di lì. Se passa una ragazza carina fanno il fischio, come succede tutte le mattina a una nostra collaboratrice della Casa del Cittadino, che si occupa di assistenza fiscale vicino alla sezione Lega. Proprio ieri apprendo che uno di questi uomini giovani che avrebbe tutta la struttura di rimettersi in piedi, ma che preferisce passare il giorno sdraiato mezzo nudo su quello che mangia, beve ed espelle, avrebbe addirittura subito un processo per stupro ai danni di una figlia. Oggi è una giornata triste. Abbiamo perso Mario. Ma perderemo altri amici. Fino a che della nostra atavica tolleranza resterà nulla. La sinistra italiana sarà complice di questo corto circuito. Condito con l’ideologia e l’ignoranza di chi non capisce che “porti chiusi” è un motto di umanità, non di disumanità. Di chi non sa guardare oltre la punta del suo naso o guarda il dito se indichi la luna.

NON DOBBIAMO AVER PAURA DI PARLARE DI COLONIALISMO. UN COLONIALISMO LONTANO DALL’IMPERIALISMO, UN COLONIALISMO “GENTILE”

Da oggi muore anche la tolleranza. Chi predica un mondo come “ammucchiata di razze” sta producendo barbarie e cattiveria. Grazie agli integrazionisti ideologici diventeremo davvero razzisti per reazione. L’Africa non può portare nulla di buono in Europa. Perché tutto ciò che di buono hanno gli africani è l’Africa. Che quando arrivano resta semre dietro le loro spalle. Non dobbiamo avere paura di tornare a parlare di colonialismo Un colonialismo lontano dall’imperialismo mercatista. Colonialismo gentile. Non mercatista. La Cina lo ha capito prima di noi.

Onore a te Mario. Hai ceduto la vita e i tuo sogni per mille euro al mese. Per difendere uno Stato che non ti ha difeso e che difficilmente ti renderà giustizia. Che troverà attenuanti nel malessere sociale che ha mosso la mano che ti ha ucciso. Onore a te vicebrigadiere, e onore all’Arma, ultimo scampolo di un’Italia che pratica ordine, giustizia e gerarchia. Riposa in pace, eroe quotidiano. E che Dio protegga la tua giovane vedova e i suoi sogni. Anche dal piagnisteo delle prefiche che ti piangeranno come fa il coccodrillo.

Riccardo Corsetto* riccardo.corsetto@gmail.com
*Segretario Sezione Lega Ponte Milvio

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