Metro San Paolo, Retake per pulire gli spazi comuni di Roma

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(L’UNICO) – Da qualche anno a Roma si sta diffondendo il fenomeno del “Retake”, volto alla valorizzazione e alla cura della città. Organizzato da un gruppo di volenterosi giovani che sta aumentando ogni giorno di più, il Retake lotta contro il degrado per la valorizzazione dei beni comuni e per la diffusione del senso civico sul territorio di Roma Capitale. Tra i tanti appuntamenti sparsi per la Capitale, domenica si è svolto il Retake alla Metro San Paolo per ripulire una zona importante di Roma da  adesivi abusivi, rifiuti e scritte sui muri. Il responsabile di questo appuntamento è stato Simone Mancini del Gruppo Retake Roma San Paolo – Garbatella.
Simone, domenica scorsa si è svolto il Retake alla Metro San Paolo. Com’è andata? È stato un vero successo. Purtroppo la stazione metro San Paolo è da tempo un simbolo assoluto di vandalismo, degrado e abbandono. Per questo, sono state necessarie diverse ore per riportare la situazione ad un livello accettabile. Tra retakers, operatori Ama e Pics (nucleo decoro urbano della Polizia Locale) eravamo una trentina. Il grosso del lavoro è stato fatto, dunque direi che l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto. Grazie al gel antigraffiti e all’idropulitrice di Ama, siamo riusciti far risplendere i travertini della stazione che ormai erano sommersi da scarabocchi e tags. Inoltre abbiamo staccato una grandissima quantità di adesivi e soprattutto manifesti abusivi, alcuni stratificatisi per oltre un anno. Abbiamo riverniciato pali, muri e pulito cabine Acea. Per motivi logistici, non ci è stato possibile ripulire il sottopasso che collega le due uscite della stazione, ma porremo presto rimedio.

Com’è nata la collaborazione con Ama e i Pics? La collaborazione con Ama è nata sin dagli inizi di Retake, durante il primo evento ufficiale nel 2010 a Villa Borghese. Nacque quando Rebecca Spitzmiller e Lori Hickey, tra le fondatrici di RetakeRoma, chiesero un appuntamento all’allora assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico Dino Gasperini che chiamò Ama per aiutarle nella buona riuscita dell’evento di pulizia. Poco dopo si unì anche il nucleo PICS della Polizia Locale e tutt’oggi organizziamo retake in cui collaboriamo insieme secondo un calendario settimanale.

Come si diventa Retakers? Retake è un modo di rapportarsi con il luogo in cui si vive che ti fa vedere la città con nuovi occhi, e la possibilità di mettere mano a ciò che hai sempre visto con sguardo rassegnato si trasforma in un senso del dovere che nasce spontaneamente dentro di te nel rendere migliore ciò che ti circonda, ovunque ti trovi, con gli strumenti che hai. Tuttavia, per organizzarci meglio e coinvolgere più persone possibile, ci accordiamo principalmente sui gruppi Facebook. Ad oggi, esistono circa 80 gruppi Retake di quartiere. Basta unirsi al gruppo o ai gruppi a cui si è interessati e partecipare agli eventi che vengono organizzati semplicemente presentandosi nel luogo e ora concordati portando con se il materiale necessario, a seconda delle attività che bisogna svolgere (stacchinaggio adesivi e manifesti abusivi, riverniciatura di pali e muri imbrattati, sfalcio di erbacce e altro ancora). Inoltre, tutti possono liberamente proporre un retake all’interno di un gruppo, e sulla pagina Facebook di RetakeRoma è sempre presente il calendario aggiornato in cui vengono elencati i Retake che si svolgono giornalmente in città.

Qual è il vostro prossimo obiettivo? L’obiettivo è coinvolgere sempre più persone e risvegliare sempre più coscienze intorpidite e impigrite dal vivere nel degrado. Per questo, crediamo molto nello “speak up” ovvero nel parlare con i nostri concittadini e risvegliare il loro orgoglio civico, perché vivere in una città migliore secondo noi è possibile. Per questo il prossimo 12 Marzo puntiamo a far scendere in 4 piazze diverse migliaia di persone contemporaneamente, per un grande progetto di pulizia chiamato WakeupRoma in collaborazione con altre importanti realtà. A livello del nostro gruppo RetakeRoma S.Paolo/Garbatella, invece, l’idea è di tornare alla stazione metro Garbatella (già interessata da diversi eventi di pulizia, ma attualmente in condizioni pietose) e di creare retake in più tappe da svolgere lungo la Circonvallazione Ostiense.

Il Retake si sta evolvendo sempre più positivamente ma le critiche non mancano mai. Le critiche costruttive aiutano a crescere e sono ben accette. Altre volte giungono invece critiche strumentali da certi ambienti che si sentono “offesi” dalla nostra opera. Una di queste è l’accusa di cancellare opere di street art. Niente di più falso. Non solo Retake non cancella le opere di street art ma si adopera affinché l’arte riqualifichi zone degradate della nostra città, e da qui nasce la collaborazione con diversi artisti in varie zone di Roma. La parola importante, e che da qualche tempo a questa parte sta perdendo di significato, è “legalità”. Benvenga l’arte legale, nessuno la tocca e anzi siamo i primi ad apprezzarla, ammirarla ed invocarla a gran voce. Contro scarabocchi, tag e vandalismi di vario genere, invece, tolleranza zero. Quelli li cancelliamo eccome perché rappresentano maleducazione, prevaricazione e incuria verso i beni comuni (che appunto, sono di tutti), oltre che essere assolutamente imbrattamenti illegali.

Le Istituzioni vi aiutano? Premetto che Retake è un movimento totalmente apolitico, e credo questo sia il suo maggiore punto di forza. Quanto alle istituzioni, in parte ci aiutano ma se la città versa in queste condizioni la colpa è anche loro. Noi chiediamo più controlli e più sanzioni contro chi imbratta, sporca e deturpa la città più bella del mondo. Vivere nel degrado non è un problema fine a se stesso, bensì la miccia che innesca e acuisce molti altri problemi della nostra società.  [Licia Gargiulo]

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