Metropolitane sospese, appendiamoci a un filo se vogliamo salvarci

Dagli antichi romani alla Raggi, Roma nord non ha visto una sola nuova infrastruttura: duemila anni di immobilismo

di Riccardo Corsetto – Segretario Sezione Lega con Salvini Ponte Milvio

C’è tanta gente che viene in sezione Lega a Ponte Milvio, tanta che incontriamo per strada. Ci chiedono cosa abbiamo in mente come Sezione Lega Salvini di Ponte Milvio per evitare che gli oltre 260 mila residenti di Roma Nord, ma in generale i quasi 3 milioni e mezzo di romani, continuino a passare al volante un terzo della loro vita.

Credo che oggi la risposta sia nella tecnologia italiana che consente di fare infrastrutture a basso costo, col massimo dell’efficienza. Sto parlando delle metropolitane sospese.

LE COSTRUIAMO MEGLIO DEGLI ALTRI MA ALL’ESTERO

In Europa esistono da tempo. Ce ne sono in Germania, mentre scriviamo in esercizio a Dortmund, a Dresda, a Wuppertal, e a Dusseldorf. Negli States a Memphis, in Giappone a Kamakura e Tokyo. Sono facili da costruire e hanno il vantaggio di non dover bucare il sottosuolo, evitando enormi costi, disagi da cantierizzazione e i blocchi delle Sovrintendenze legate al rinvenimento dei reperti archeologici. Che a Roma non sono un’eccezione bensì la regola.

Recentemente a Mumbai in India, è stata progettata da Astaldi, società tutta italiana, la costruzione di una metro sospesa su una tratta di 25 chilometri cittadini, comprendente ben 20 stazioni di sosta, una ogni chilometro praticamente: il costo? 200 milioni di Euro appena. Miracolo? No. Le metro sospese richiedono infrastrutture leggere per antonomasia e cantierizzazioni di relativo impatto. Se pensiamo che lo stadio della Roma, per altro già incancrenito in procura per gli appalti truccati, raggiunge i 2 miliardi di euro, ci rendiamo conto dell’inerzia e dell’incapacità politica e morale della classe dirigente romana degli ultimi 20 anni, che avrebbe potuto già liberarci dal traffico col minimo sforzo.

CI SPOSTIAMO GRAZIE A UN’OPERA URBANISTICA DI 2000 ANNI FA

Via Cassia è l’unica arteria principale che collega Cesano con Ponte Milvio. Passando per Olgiata, La Storta, La Giustiniana, Grottarossa, Due Ponti, San Godenzo, Vigna Clara, Tor di Quinto e Fleming. L’infrastruttura risale a cento anni prima di Cristo. I romani la costruirono in onore del censore Cassio Longino. Non vi sentite voi a disagio a pensare che da Cassio Longino alla Raggi non si è più fatta una infrastruttura per la mobilità a Roma nord?

Il sottoscritto parecchio. E il disagio è motivato dal fatto che le condizioni di tale inerzia non risiedono certo nell’impossibilità tecnica o contestuale, ma nell’assenza di volontà politica e nella corruzione.

METRO A LIEVITAZIONE MAGNETICA E SOSPESE: ECCO LA RICETTA PER SALVARCI DAL TRAFFICO

Oggi noi italiani abbiamo brevettato anche un sistema di metropolitana a lievitazione magnetica che consente di spostare vagoni senza l’utilizzo di energia elettrica (vedi per esempio Girotto), e raggiungere alte velocità senza potenza. Siamo i migliori nel settore. Da sempre. Ma costruiamo all’estero queste infrastrutture con le nostre aziende di avanguardia. Mentre noi continuiamo a morire quotidianamente di traffico. Con Lega Ponte Milvio intendiamo alimentare il dibattito per portare avanti una necessaria rivisitazione del titanico e paludoso progetto relativo al prolungamento della Metro C fino alla Giustiniana, che richiederebbe anni di scavi e cantierizzazioni impossibili da sostenere per la nostra generazione.

LA RAGGI DERISA NON AVEVA TUTTI TORTI

La Raggi fu derisa per aver parlato alla vigilia della sua elezione di funivie su Roma. Sbagliò comunicazione, perché la gente immaginò stazioni sciistiche in città. Ma il concetto non era errato. Se vogliamo diventare moderni, anzi contemporanei, dobbiamo far viaggiare i treni urbani sospesi. Come fanno già le città più moderne. (L’UNICO)