Michele Boldrin (economista): “Reddito di cittadinanza? Uno spot elettorale”

L'analisi di un economista su Reddito di cittadinanza e Quota Cento. Secondo Michele Boldrin, noto esponente di sinistra, il reddito di cittadinanza è stato creato per accelerare i consensi in vista della campagna elettorale per le Europee a maggio, infatti partirà ad aprile.

Il reddito di cittadinanza? Uno spot elettorale“. Lo dichiara Michele Boldrin, economista della Washington University in St Louis e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia in un’intervista al quotidiano online “In Terris”. “La verità è che è un progetto elettorale, tant’è che parte ad aprile perché a maggio si vota – ha continuato – Si tratta di un’operazione costruita per non durare e loro lo sanno benissimo perché possono consultare i loro stessi numeri. Oggi come oggi, con i vincoli di debito e lo stato della spesa pubblica, lo Stato italiano non ha le risorse per pagare il reddito di cittadinanza come programma permanente di assistenza a meno di non aumentare drammaticamente le tasse su quelli che lavorano, questo non è possibile, quindi a mio parere si qualifica come una misura strumentale che mira ad influenzare gli elettori più ingenui in vista delle Europee“.

In merito alle dichiarazioni del Governo riguardanti i centri dell’impiego, l’economista utilizza l’espressione: “un’assoluta follia dilettantistica“, e ha inoltre ribadito che la gestione del debito pubblico non sarebbe un problema  “Se si evitasse di fare disastri e di far aumentare lo spread di 200 punti“. In tal modo, sempre secondo Boldrin, “si risparmierebbe un 1% di Pil all’anno che adesso, invece, l’Italia butterà via in tassi di interesse e salirà a breve al 2%. Facendo l’esatto contrario, invece, questo governo sta sprecando risorse che si potrebbero lasciare nelle tasche degli italiani per poter agevolare i consumi, gli investimenti e le attività“.

Anche Quota Cento è nel mirino delle critiche: “Chiunque voglia aumentare ulteriormente le pensioni rischia di far male a tutti i ragazzi che hanno meno di 40 anni. E’ solo una finestra creata per intercettare voti e determinerà meccanismi astrusi, permettendo ad alcuni privilegiati di andare in pensione prima. Il governo sarà presto costretto a chiuderla, determinando un’ulteriore ingiustizia e provocando altri danni”.