Migranti affidati ai Valdesi, l’ok di Salvini a Conte. La Tav rimane ancora in bilico, l’opposizione pungola il Governo

Aggiornamenti dal Governo: sui migranti Salvini accetta un passo indietro e cede al Premier Conte. La chiesa Valdese si prenderà cura di 10 sbarcati (su 49) dopo 19 giorni trascorsi in mare. Non ci sarebbero a quanto pare costi per lo Stato ma intanto i nodi all'interno della maggioranza fanno fatica a sciogliersi. La Tav non è ancora una certezza e se non dovesse realizzarsi, a farne le spese potrebbe essere Fincantieri che rischia la ritorsione dei francesi. L'opposizione protesta.

La chiesa Valdese accoglie poco più di 10 dei 49 migranti che hanno trascorso 19 giorni in mare. Matteo Salvini cede al premier Conte per via dell’intesa siglata con l’Europa, in una trattativa durata più di un’ora che però non è bastata a far chiarezza su altri punti fondamentali, dalle grandi opere al reddito di cittadinanza e alle pensioni, la cui discussione potrebbe essere rimandata alla prossima settimana. La Tav rimane ancora nella terra di mezzo dell’analisi costi – benefici, e i ministri della Lega fanno presente che c’è il rischio concreto di una ritorsione dei francesi su Fincantieri. Intanto le opposizioni vanno avanti, e l’elemento distintivo di questa legislatura sembra essere un centrodestra che continua a mandare segnali di fumo a Salvini, sottolineando le tendenze di sinistra del Movimento Cinquestelle.  “Se Di Maio voleva continuare ad accogliere migranti avrebbe fatto meglio a fare il governo con il PD, come aveva provato a fare a inizio legislatura – dichiara sulla sua pagina Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia MeloniLa soluzione non è l’accoglienza indiscriminata, né sperare che basti chiudere i porti, l’unica soluzione concreta è il blocco navale al largo della Libia per impedire ai barconi di partire. Questo farebbe Fratelli d’Italia al Governo”. Su accoglienza e immigrazione i nodi da sciogliere sono ancora tanti, e se da una parte i post del Ministro dell’Interno parlano di promesse mantenute, dall’altra parte la protesta dei partiti di minoranza, storici alleati del Carroccio, denunciano una generale mancanza di fermezza da parte del leader del Carroccio.

Lara Morano