Oscar Camps: lavoratori maltrattati, i processi persi dal filantropo che “commercia” essere umani

La lista delle denunce è vasta: dalle giornate intense di lavoro alle riduzioni dei salari per essere più competitivi con le altre imprese del settore e aggiudicarsi così i concorsi per gestire il salvataggio in tante spiagge spagnole

Il controverso filantropo Oscar Camps

di Paolo Dragonetti Rutili

Ha sorpreso più di un lettore spagnolo e internazionale apprendere alcune verità scottanti sull’imbarcazione “Open Arms” dalla stampa iberica. Colui che per primo ha aperto il fuoco è l’esponente della formazione politica di destra Vox, Santiago Abascal, quando ha affermato che in realtà la ONG in questione ha un backround decisamente politico: “Open Arms è una base operativa dell’estrema sinistra – ha detto su twitter l’esponente spagnolo – con la complicità di multinazionali e banche”. Poco chiare anche le fonti di finanziamento.

Sul giornale “La Razòn” si pone enfasi proprio sull’opacità di tale finanziamento nei commenti pubblicati. Il fondatore della “Proactiva Open Arms”, Oscar Camps, ha dovuto rispondere al quesito: secondo lui “in un nulla” si riescono a ottenere i soldi e la
comunicazione è fondamentale. La comunicazione che ha fatto passare il messaggio di un’emergenza sanitaria sull’imbarcazione, smentita dal medico italiano in seguito al sopralluogo.

GIGANTESCA MENZOGNA

Ci troviamo davanti a una gigantesca operazione di propaganda basata sulla menzogna e in collaborazione con la mafia del traffico di esseri umani.
Oscar Camps, fondatore della ONG ha affermato si ricevere “il sostegno dell’imprenditrice Amy Rao, amica intima di Hillary Clinton, e di Peter Bouckaert, direttore di emergenze dell’Human Rights Watch (HRW)”.
Ciò che ha omesso di dire il signor Camps, come tanti politici italiani, è che la HRW è finanziata dalla Open Society di George Soros, la Fondazione MacArthur, la Fondazione Ford e la OAK Foundation, fra le altre.
Amy Rao è stata una delle contribuenti più generose per le campagne elettorali della candidata democratica americana Hillary Clinton, come viene rilevato sui file di Wikileaks.
La conferma del ruolo non indifferente della politica nella vicenda. Non erano infondati i sospetti sollevati dai partiti Lega e M5s e le indagini del Procuratore di Catania. Anzi è peculiare che siano stati solo loro a voler vedere più chiaro nel traffico di migranti contro un blocco monolitico, dalla Chiesa ai partiti di sinistra.

IL GRUPPO IBAIZABAL
Come è stata costruita l’imbarcazione? A metà del 2017, la compagnia navale spagnola del Gruppo Ibaizabal, proprietà di una delle famiglie più ricche della Spagna, donò a Camps la sua attuale barca, l’Open Arms. Nel settembre del 2018 Proactiva Open Arms aveva già ottenuto quasi 4 milioni di dollari, il 90% afferma l’organizzazione, proveniente da
donatori privati a 70 euro a testa. Una ipotesi difficile da provare e sostenere.
Oltre a “La Razòn” anche il giornale “El Español” ha pubblicato un articolo molto interessante sul fondatore della Proactiva Open Arms. Un altro filone di indagine per andare oltre le informazioni circolate in Italia.

LE VERTENZE SINDACALI CONTRO IL FILANTROPO CAMPS

Il personaggio che trapela dall’articolo non è quello di un filantropo al servizio del bene dell’umanità. I retroscena dell’attività umanitaria di Oscar Camps sono gli scioperi infiniti dei suoi dipendenti a causa delle violazioni dei diritti e delle condizioni sfavorevoli di lavoro.
Nessuno tra i presenti ha pensato a questo aspetto il giorno 7 aprile 2016 al Teatre Nacional de Catalunya per assistere al gala per la premiazione di Oscar Camps come “il catalano dell’anno” accompagnata da un’ovazione del pubblico. Il Premio istituito dal giornale “El Periodico” ha come destinatari i catalani più ammirati e fu consegnato a
Camps dal governatore secessionista della Catalogna, Carles Puidgemont. La motivazione del premio è stata l’assistenza umanitaria ai migranti nel Mediterraneo.
Poco dopo la festa è andata in fumo per colpa dello sciopero a tempo indeterminato indetto dai lavoratori della sua impresa di salvataggio per denunciare le ripetute violazioni delle condizioni di lavoro. Per questo motivo è stato processato e ha perso la causa.

SALARI DA FAME PER I DIPENDENTI E VIOLAZIONE DEI CONTRATTI COLLETTIVI
La lista delle denunce è vasta: dalle giornate intense di lavoro alle riduzioni dei salari per essere più competitivi con le altre imprese del settore e aggiudicarsi così i concorsi per gestire il salvataggio in tante spiagge spagnole; inoltre ore extra di lavoro eccedenti di molto quelle stabilite dal contratto aziendale e per finire rappresaglie contro i lavoratori
che pretendono organizzarsi sindacalmente. Fonti del sindacato affermano senza esitazione: “Neanche si presenta ai processi perché ha così chiaro che quello che fa è illecito, che non assiste per risparmiare le spese per gli avvocati”.
Così il fondatore della Proactiva Open Arms ha trovato nel salvataggio in mare un modus vivendi e ha creato un vero impero nel settore, svolge apertamente attività politica formulando accuse al ministro Salvini e indicando alla sua imbarcazione di fare rotta verso Lampedusa, mette da parte la dignità dei suoi dipendenti. (L’UNICO)