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Mercoledì 22 Febbraio 2012 12:57 |
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«Ma come si permette la Marcegaglia di dire cose del genere alle organizzazioni sindacali? Quando si guidano grandi organizzazioni bisogna rispettare il proprio ruolo, quello degli altri e le altre funzioni di rappresentanza sociale.
Credo non si sia resa conto della gravità di quello che ha detto». Lo ha detto il presidente dell'Associazione Bruno Trentin, Guglielmo Epifani, intervenendo oggi Bari all'incontro sul tema 'Le politiche di coesione europee e le risorse per far crescere il Sud insieme al Paesè, organizzato da Cgil e dalla stessa Associazione. All'incontro hanno partecipato tra gli altri il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e Serena Sorrentino, della segreteria nazionale Cgil. «Sull'articolo 18 si sono lette tante dichiarazioni così sciocche ed infondate che davvero c'è da pensare se, chi le ha pronunciate, si sia reso conto di quello che ha dettò. »In Italia - ha spiegato Epifani - noi abbiamo governato imponenti processi di riorganizzazione e ristrutturazione, tantissime persone sono state messe fuori dai processi del lavoro quando c'erano crisi profonde. Ci sono aziende italiane che per produttività non hanno nulla da invidiare alle aziende tedesche. Questo mi fa dire che talvolta, quando si esagera, si finisce per scambiare le cause con gli effetti. E facendo questo errore non si dà nessuna mano a risolvere i problemi del Paese«. »Poi secondo me - ha aggiunto Epifani - il governo ha sbagliato a ideologizzare il tema dell'art.18. Sbagliano tutti coloro che non hanno deciso se questo deve essere un confronto che porta ad un accordo o una tavola rotonda. La logica dei confronti tra le parti sociali ed il governo dice che se si fa una trattativa si punta a fare un accordo, ma per arrivare a questo bisogna tener conto dell'opinione degli altri, abbassare i toni e rispettare gli interlocutori. Se il governo vuole fare per conto suo lo dica esplicitamente e se ne assuma la responsabilità«.
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